L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Operabase fra lockdown e ripartenze

di Roberta Pedrotti

Quando si va alla ricerca di un calendario o di una statistica sull'attività di artisti e teatri d'opera, ogni motore di ricerca rimanda subito al portale Operabase. Ora, di fronte alle chiusure e ai programmi rivoluzionati in tutto il mondo (non solo in Italia!) a causa della pandemia, abbiamo chiesto alla CCO del celebre sito web, Ulrike Köstinger, di raccontarci il suo punto di vista.

Fino al febbraio 2020 eravamo abituati a dare per scontate migliaia di recite d'opera. Poi, la valanga di cancellazioni, i teatri chiusi e l'attuale composita situazione fra attività sospese, recite in streaming, recite per un pubblico ristretto e distanziato. Come può delineare il quadro della situazione in quest'ultimo anno dal punto di vista di chi ha in mano dati e statistiche?

Ritengo che la situazione di chiusura dei teatri sia accaduta molto rapidamente per tutti noi. Ad Operabase, il nostro team era molto impegnato a cancellare tutte le rappresentazioni nella nostra banca dati. Ci aspettavamo, con tutte queste cancellazioni, che il traffico sul nostro sito avrebbe conosciuto una battuta d’arresto. Ma non è stato così. Analizzando i dati, abbiamo rilevato più di 1,5 milioni di utenti sul nostro sito che cercavano video e live streaming al posto degli spettacoli dal vivo. Così abbiamo implementato la possibilità di aggiungere produzioni in live streaming e Video on demand. Anche i nostri utenti professionals (direttori artistici, staff di produzione e amministrazione) non hanno smesso di usare la nostra piattaforma – hanno avuto, e hanno tuttora, bisogno di pianificare le loro stagioni con molta più flessibilità e spontaneità, perché nessuno sapeva quando i teatri avrebbero riaperto. Anche in termini di abbonamento Professional per gli artisti, siamo cresciuti molto poiché, questi ultimi, hanno trovato più tempo per lavorare alla loro presenza digitale. Nel Casting Tool abbiamo lasciato tutte le cancellazioni in modo che i direttori di casting restassero a conoscenza di cosa sarebbe dovuto andare in scena e di chi avrebbe interpretato un determinato ruolo.

 

Cosa cambia nella gestione dei dati una situazione come questa? Ho visto che state rinnovando il sito: in che modo e con che tempistiche?

È cambiato il ritmo di lavoro del nostro team. A causa del volume delle cancellazioni e degli annunci di riapertura con un preavviso molto breve, abbiamo incrementato il lavoro passando ad una copertura di 19 ore al giorno, per garantire la gestione e l'accuratezza dei dati di Operabase. Questa è la chiave del successo della nostra piattaforma. Durante il 2020 abbiamo anche ridisegnato la nostra piattaforma, adattandola alle esigenze dei nostri utenti professional e del pubblico. Il nostro team di gestione dati e di produzione ha fatto molte analisi su ciò di cui gli utenti professional hanno bisogno sul sito e siamo giunti alla conclusione di voler offrire profili di organizzazioni artistiche, agenzie e artisti che siano in un certo senso simili a siti web personali. L'obiettivo era quello di costruire un sito web all'avanguardia e facile da usare, dove ogni utente professional e ogni amante della musica può trovare le informazioni di cui ha bisogno. Per quanto riguarda l'implementazione video di teaser e link ai live streaming siamo solo all'inizio. Molto presto la nostra azienda lancerà una nuova piattaforma di video on demand.

Come aggregatore di dati, il sito operabase è sempre stato citato per dare dei numeri, per esempio sulle classifiche dei titoli più rappresentati. C'è da dire che spesso le informazioni si dovevano prendere con beneficio d'inventario, al netto di variazioni o cancellazioni. In un panorama completamente cambiato e osservando anche gli aggiornamenti grafici che state apportando al portale, avete riflettuto su questa questione?

Naturalmente le stagioni 19/20 e 20/21 non possono essere prese davvero in considerazione e stanno in piedi da sole, non solo per via di tutte le cancellazioni ma anche perché alcuni titoli non sono stati eseguiti a causa delle troppe persone necessarie sul palco o per la difficoltà di viaggiare in questo periodo. Quindi molte cose inizialmente programmate sono state cambiate. Per Operabase sarà interessante analizzare il periodo della pandemia singolarmente. Quanti live streaming sono stati eseguiti? Quanti direttori di casting hanno cercato un jump-in? Quante volte un programma è stato rimandato o riprogrammato. Per noi l’obiettivo è chiaro: aiutare l'industria con la digitalizzazione, creare strumenti nel modo più semplice possibile e sviluppare una piattaforma che costruisca un ponte tra il mondo dei professionisti e quello del pubblico.

Non sempre le informazioni fornite da agenzie, artisti, teatri coincidono. Come vi comportate in questi casi? Ci sono controlli incrociati? In che limiti la gestione da parte dei diretti interessati è autonoma? L'utente non addetto ai lavori ha modo di capire chiaramente da chi viene un'informazione e a che data è aggiornata?

A Operabase facciamo sempre un controllo incrociato e verifichiamo ogni informazione che viene fornita dagli artisti o dalle agenzie prima di pubblicarla, se non riusciamo a trovare queste informazioni sul profilo di un’organizzazione artistica ufficiale. Il nostro valore fondamentale è quello di essere una piattaforma che fornisca informazioni accurate e affidabili per l'utente, soprattutto nel momento in cui i direttori di casting usano il nostro casting tool. Se l'utente guarda sul profilo di un artista e vede una piccola maschera rossa nell'angolo sinistro di una produzione, allora si tratta di informazioni verificate che sono già state annunciate pubblicamente o che hanno avuto luogo in passato. Se la maschera è grigia, allora non abbiamo trovato nessuna prova di questa produzione o il teatro non ha confermato questa informazione (questo riguarda principalmente le produzioni svolte in contesti privati al di fuori delle stagioni ufficiali). Gli artisti hanno comunque la possibilità di elencare tutte le produzioni che hanno eseguito. Il processo di raccolta dati in Operabase è diviso in tre fasi: in primo luogo riceviamo le informazioni direttamente dal teatro, in secondo luogo il nostro team fa molte ricerche e aggiorna i profili manualmente e infine il nostro back-end è programmato per cercare autonomamente i programmi degli spettacoli. Come descritto prima, quando gli artisti aggiungono spettacoli direttamente, verifichiamo queste informazioni prima di pubblicarle.

 

In un momento di difficoltà come questo, cosa ci dicono quindi le statistiche che avete in mano e i dati anche di traffico web? Qual è l'interesse per l'opera nelle diverse aree del mondo? Che tipo di attività si sta svolgendo, fra streaming, teatri aperti, programmazioni per il futuro? Il pubblico cosa cerca?

Fortunatamente il nostro traffico web non è cambiato molto rispetto a prima della pandemia, anzi è cresciuto in termini di utenti. Ciò che è cambiato è che gli utenti ricercano molto di più contenuti digitali (live streaming, video) piuttosto che spettacoli dal vivo (link ai biglietti, informazioni sugli spettacoli). Dall'inizio del 2021 gli spettatori stanno cominciando a cercare di nuovo spettacoli live e tutti gli annunci della stagione nell'ultimo mese sono stati un sollievo per l'industria. Parlando con i nostri clienti professionisti statunitensi mi sono resa conto che c’è una dinamica interessante e molto motivante in quanto tutti non vedono l'ora di riaprire di nuovo e, anche se non ci sono state rappresentazioni dal vivo negli ultimi due mesi, nuove opere sono state eseguite via streaming. In realtà penso che non ci siano mai stati più live streaming di musica classica negli Stati Uniti che l'anno scorso e questo ha anche mostrato la flessibilità dell'industria. In Europa l’industria sta osservando il Teatro Real, che ha fatto un lavoro fantastico riaprendo le sue porte nell’autunno 2020 con un protocollo di igiene di alta sicurezza ed è ancora aperto. Parlando del pubblico, penso che la pandemia ci abbia insegnato che anche se lo streaming non può sostituire gli attuali spettacoli dal vivo, rimarrà e sarà un'ottima alternativa ed esperienza se non si può essere nel luogo in cui lo spettacolo viene eseguito. Anche se i teatri stanno riaprendo in molti paesi ora, viaggiare sarà ancora difficile. Quindi lo streaming è la chiave. Inoltre, se guardiamo alla prossima generazione di spettatori: loro vedranno lo streaming come un servizio standard per ogni industria dell' intrattenimento.

È ottimista o pessimista per il futuro? Quali pensa che siano i punti di forza e le criticità che stanno emergendo? Su cosa punterebbe?

Sono sempre più ottimista che pessimista e lo sono anche per l’industria delle arti dello spettacolo. Abbiamo affrontato sfide enormi, ma per quanto ne possiamo dire ora i teatri, le compagnie e la maggior parte degli artisti sono sopravvissuti. Sono sicura che usciremo da questa pandemia più forti e molto più preparati per il futuro. Riguardo i punti di forza, sicuramente il fatto che abbiamo capito che la digitalizzazione può aiutare l'industria a funzionare meglio e a lavorare in modo più efficiente. Certamente alcune sfide sono ancora davanti a noi, come la difficoltà dei fondi futuri per l’industria e inoltre per gli artisti la competizione può essere molto dura, così come per le agenzie.

Noi di Operabase lavoreremo per arricchire la vita delle persone con media, informazioni e servizi che informano, educano ed intrattengono. Con i nostri strumenti vogliamo rendere la vita dei professionisti delle arti dello spettacolo più produttiva e di successo. E in questo momento stiamo già lavorando su alcuni nuovi progetti e piattaforme che lanceremo presto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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