L’ape musicale

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LO SGUARDO E IL SUONO

8 concerti ispirati a 8 opere d’arte di Palazzo Zevallos Stigliano per i 100 anni dell’Associazione Scarlatti.

Otto opere custodite nella Galleria di Palazzo Zevallos saranno il punto di partenza per 8 concerti affidati a un parterre di musicisti per lo più giovani o giovanissimi. La connessione tra visione e ascolto sarà “narrata” in brevi preamboli affidati a studiosi e storici dell’arte. Gli eventi avranno inizio nel mese di maggio e proseguiranno fino alla fine del 2019.

Il progetto si giova del rapporto di collaborazione che prosegue ormai da molti anni, tra l’Associazione Scarlatti e Palazzo Zevallos Stigliano, condividendo la scelta delle opere da presentare. I concerti avranno come oggetto musiche composte tra il XVI e il XX secolo, con una particolare attenzione per il repertorio napoletano, ma anche repertori poco frequentati o meritevoli di riscoperta.

La maggiore esecutrice di arpa barocca a livello internazionale, Mara Galassi, propone, come inaugurazione della rassegna, un programma intitolato Napoli, 1610, nel quale presenta un viaggio nel mondo musicale napoletano e italiano del primo Seicento, partendo dal compositore Ascano Mayone, che proprio un anno prima della realizzazione dell’opera caravaggesca pubblicò, nel 1609, il Secondo libro di diversi capricci per sonare. Mayone, allievo del fiammingo Jean De Macque, fu uno dei più importanti innovatori dei linguaggi musicali del periodo.

Il giovane pianista Aldo Roberto Pessolano, ispirandosi al bellissimo soggetto pittorico che ritrae le suore della Chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova che pregano ascoltando il suono dell’organo, ha concepito un programma basato per lo più su trascrizioni da pezzi originariamente concepiti per organo, spaziando dal Bach rivisitato da Liszt e Kempff a Cesar Franck fino ad arrivare alla concentrazione mistica di Olivier Messiaen.

Nel 1864 si trasferì definitivamente a Napoli il grande pianista elvetico Sigmund Thalberg, anno in cui acquistò una villa a Posillipo, appartenuta al basso Lablache di cui Thalberg aveva sposato la figlia. In quell’epoca la collina “che fa cessare il dolore” era ancora una verdissima campagna, con poche ville sospese tra l’azzurro del mare e il verde rigoglioso dei giardini. Il programma dedicato al dipinto che ritrae la campestre Taverna a Posillipo di Migliaro, verte su musiche di Thalberg e di Liszt, affidate al giovane pianista Alessandro Schiano Moriello.

La Napoli del periodo del Viceregno austriaco, quella immortalata dalla splendida tela di Gaspar Van Wittel, è la città dove il consumo musicale non è limitato soltanto alle centinaia di Chiese, ai teatri dove si pratica sia la grande opera seria che la nuova e “rivoluzionaria” Commedeja pé musica, ma si estende anche alle case aristocratiche e a quelle dei nobili e dei funzionari stranieri che vivono nella capitale; è il caso di John Fleetwood, console inglese a Napoli, dedicatario, nel 1724 di una raccolta di 12 sonate per flauto da parte del grande Francesco Mancini, primo Maestro presso il Conservatorio di Santa Maria di Loreto. Attorno a questo affascinante personaggio si è sviluppato un piccolo cenacolo musicale che probabilmente comprese saltuariamente anche il compositore inglese Robert Valentine, oboista e flautista al servizio del Principe Ruspoli a Roma e certamente il violoncellista Francesco Alborea. Il concerto ideato a commento del dipinto di Wan Wittel Veduta di Napoli con il borgo di Chiaia da Pizzofalcone, immagina proprio una serata

musicale a casa del console inglese Fleetwood, con musiche del primo ventennio del XVIII secolo per flauto dolce, di cui il console inglese era virtuoso dilettante, e basso continuo (arciliuto e violoncello). Il trio di esecutori è formato da Tommaso Rossi (flauto dolce), Manuela Albano (violoncello) e Ugo Di Giovanni (arciliuto).

Il “suono” più adatto per il dipinto di Francesco Paolo Diodati ci è sembrato quello che scaturisce da un programma dedicato a Giuseppe Martucci, nato a Capua nel 1856, che fu un grande protagonista della vita musicale napoletana e italiana di fine Ottocento. Influenzato stilisticamente dalla scuola romantica tedesca (e in particolare da Johannes Brahms e Richard Wagner) Martucci fu tra i pochi autori italiani del suo tempo a non comporre opere teatrali. La sua fu un’evidente reazione al mondo musicale italiano dell'epoca, ancora orientato in modo quasi esclusivo verso il melodramma. Martucci, che nel 1880 fu nominato docente al Conservatorio di Napoli, nel 1886 divenne direttore del Conservatorio di Bologna, per poi ritornare a Napoli e ricoprire la stessa carica dal 1902. Martucci fu il grande animatore della vita musicale napoletana anche a livello organizzativo, occupandosi tra la fine degli anni ’70 dell’800 e gli anni ’80 di due istituzioni musicali importantissime: la Società del Quartetto e la Società Orchestrale Napoletana, istituzioni che traevano linfa vitale dall’impegno anche di nobili e borghesi mecenati quali ad esempio il Principe di Ardore, Ferdinando Buonamici e i coniugi Maglione, ed entrambe dedite prevalentemente alla musica strumentale. Il pubblico borghese di questi incontri musicali è quello che, nei giorni di festa, amava passeggiare nella Villa Comunale, discutendo, magari proprio dell’ultimo concerto ascoltato, che il dipinto Piazza Vittoria di Diodati acutamente ritrae.

Se la sensualità della donna raffigurata ne la Dama col Ventaglio di Domenico Morelli ha provocato connessioni con la canzone napoletana della seconda metà dell’800 e con i temi dedicati alla passione amorosa, le scelte musicali messe in relazione allaNatura morta con pane, biscotti e fiori di Giuseppe Recco trovano ragion d’essere nei contenuti dell’intera sua che è integralmente dedicata alla natura morta. Il descrittivismo è un aspetto legato anche alla musica, laddove essa cerchi di evocare con i suoni situazioni ambientali, personaggi, storie. Troviamo spesso questo atteggiamento nella musica composta in Spagna, quando attraverso anche un attento uso del folklore musicale locale, i compositori riescono a “dipingere” quadri sonori sospesi tra sogno e realtà. Questo è il motivo che ha suggerito di dedicare il concerto abbinato alla tela di Giuseppe Recco, che vedrà protagonista il giovane virtuoso Luca Montella, alla Spagna, paese dove peraltro Recco morì, nel 1695, dopo essere stato chiamato alla corte di re Carlo II.

L’ultimo appuntamento è dedicato a Il concerto di Gaspare Traversi. Uno strano consesso di ascoltatori è immortalato in un quadro di straordinaria forza teatrale e di sapiente carica ironica.

Un improbabile e sdentato suonatore di spinetta e un altrettanto “estroso” flautista (che tiene il flauto con le mani al contrario) sono impegnati nell’esecuzione di un pezzo al quale dovrebbe partecipare una giovane cantante, che, però ride distratta da una anziana signora. Impassibile assiste alla sinistra un serioso signore vestito di rosso, mentre, sulla destra, una bambina gioca con il suo cane. A questo delizioso dipinto non potrà che dare “suono” un duo costituito da flauto (Tommaso Rossi) e clavicembalo (Angelo Trancone).

Programma

Martedì 21 maggio 2019 – ore 19.30

Caravaggio, Il Martirio di Sant’Orsola, 1610 - relatore Antonio De Nunzio

Mara Galassi, arpa barocca

Napoli, 1610 - Musiche di Jean De Macque, Ascanio Mayone, Girolamo Frescobaldi

Martedì 28 maggio 2019 – ore 19.30

Domenico Battaglia, Il coro della chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova, seconda metà del XIX secolo – relatore Ugo Dovere

Aldo Alberto Pessolano, pianoforte

Il suono del mistero - Musiche di Bach-Liszt, Bach-Kempff, Franck, Liszt, Messiaen

Martedì 4 giugno 2019 – ore 19.30

Vincenzo Migliaro, Taverna a Posillipo, 1886 – relatore Renato Ruotolo

Alessandro Schiano Lo Moriello, pianoforte

La pausa dal dolore - Musiche di Thalberg e Liszt

Martedì 18 giugno2019 – ore 19.30

Gaspar Van Wittel, Veduta di Napoli con il borgo di Chiaia da Pizzofalcone, inizio del XVIII secolo – relatore Leonardo Di Mauro

Tommaso Rossi, flauto dolce, Ugo Di Giovanni, arciliuto, Manuela Albano, violoncello

Musica a casa Fleetwood - Musiche di Mancini, Fiorenza, Leo

Martedì 10 settembre 2019 – ore 19.30

Francesco Paolo Diodati, Piazza Vittoria, 1893 – relatore Massimo Visone

Ivos Margoni, violino, Giulia Loperfido, pianoforte

Da Napoli a Amburgo - Musiche di Martucci e Brahms

Martedì 24 settembre 2019 – ore 19.30

Domenico Morelli, Dama col ventaglio, 1873 – relatrice Luisa Martorelli

La canzone napoletana di fine Ottocento

Vincenzo Tremante, tenore, Angelo Gazzaneo, pianoforte

All’ombra del Vesuvio – La canzone napoletana di fine ottocento

Martedì 8 ottobre 2019 – ore 19.30

Giuseppe Recco, Natura morta con pane, biscotti e fiori, 1675-1680 ca – relatore Fabrizio Mangoni di Santo Stefano

Nicola Montella, chitarra

Viaggio in Spagna- Musiche di Scarlatti, Sor, Llobet, Albeniz, Tarrega

Martedì 22 ottobre 2019 – ore 19.30

Gaspare Traversi, Il concerto, 1755-1760 ca – relatore Pier Luigi Ciapparelli

Tommaso Rossi, flauto traversiere, Angelo Trancone, clavicembalo

Suona Traversi! - Musiche di Hotteterre, Händel, Valentine, Ricupero.

 

 


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