L’ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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L'assurdo giardino d'Armide

di Ramón Jacques

Chiude il ciclo gluckiano della De Nederlandse Opera, Armide, affidata alle cure registiche in puro stile tedesco di barrie Kosky (australiano ma attualmente sovrintendente alla berlin Komische Oper) e alla direzione dello specialista Ivor Bolton. Protagonista Karina Gauvin, al debutto in un titolo di Gluck.

AMSTERDAM, ottobre 2013 - Con Armide, opera poco rappresentata di Gluck, si è concluso il ciclo di cinque opere di questo compositore che la De Nederlandse Opera ha proposto nel corso di varie stagioni. Barrie Kosky ,regista australiano e attuale sovrintendente della Komische Oper di Berlino, ha concepito un impianto contemporaneo con scene di grande impatto visivo a cura di Katrin Lea Tag. Regieteather nella sua massima espressione che contrastava la magia e la stregoneria con l’amore, la gelosia e la disillusione, temi presenti nella vicenda, in un’isola magica sulla quale le forze della natura giocavano un ruolo importante, come la pioggia e l’acqua (con un piccolo lago in fondo alla scena) e lo splendido effetto di una fitta pioggia di petali di rose bianche e rosse. Un tratto surreale lo davano i figuranti e i coristi, di buon disimpegno vocale, alcuni nudi, altri in abiti moderni di color rosa che camminavano e si muovevano come zombi, cavalieri in armatura, e la presenza di un cavallo in scena, con intenzione di trasmettere al pubblico emozioni forti, ammirazioni o irritazione.

Sul podio Ivor Bolton ha diretto con sicurezza e stile, nonostante alcuni sfasamenti, una Nederlands Kamerorkest rafforzata con strumenti antichi, con una sezione degli archi ammirevole e omogenea. Il soprano canadese Karina Gauvin, nella sua prima incursione in un’opera di Gluck, ha mostrato carattere in scena trasmettendo le emozioni del personaggio di Armida in modo convincente. Il suo canto colorava ogni frase con un timbro seducente. Il tenore franco-canadese Frédéric Antoun si è distinto come Renaud per voce calda e lirica e per la dizione chiara. Il baritono Andrew Foster Williams ha dato vita a un violento quanto autoritario mago Hidraot e il mezzosoprano olandese Karin Strobos nel ruolo di Phenice, come pure il soprano Ana Quintans, specialista nel barocco, come Sidonie hanno offerto interpretazioni straordinarie dal punto di vista vocale e scenico. Gluck compose, per il personaggio dell'Odio, arie di gran bellezza e brillantezza, interpretate dignitosamente dall'esperto soprano Diana Montague.


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