L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Concerto per Felix e Fanny

di Roberta Pedrotti

F. Mendelssohn Bartholdy

Concerto per due pianoforti in Mi maggiore MWV O 5

Concerto per due pianoforti in La bemolle maggiore MWV O 6

Alessandra Ammara e Roberto Prosseda, pianoforti

Jan Willem De Vriend, direttore

Residentie Orkest The Hague

CD Decca, 481 8900, 2019

La musica del giovane Mendelssohn è musica da condividere, è musica nata per la famiglia, per suonare con la sorella Fanny, mettere in luce anche il suo talento non senza un pizzico di giocosa competizione quando si tratta di duettare alla tastiera. È spesso musica nata per i concerti domenicali organizzati dal padre Abraham fra il domestico e il professionale, con i due fratelli a esibirsi con una piccola orchestra  ingaggiata all'uopo. 

Al di là della suggestione extra musicale che un duo composto da coniugi può conferire all'atmosfera di pezzi concepiti da e per due fratelli, di quel senso e quello speciale affiatamento nato nel nido familiare, l'incisione di Ammara e Prosseda si impone per ben più concreti motivi. I concerti composti dal quindicenne Felix sono affrontati, secondo la filosofia di questo ciclo proposto da Roberto Prosseda per Decca Italy, con rigore storicamente informato: pianoforte "all'antica", con corde parallele a favorire il nitore e le trasparenze così ben definite nel tocco dei solisti, orchestra nondimeno con strumenti originali - e il suono più scuro di trombe e corni naturali si sposa benissimo con la leggerezza luminosa delle tastiere e degli archi dal vibrato controllatissimo. Né manca, anzi, spicca, il gusto di un dialogo ben articolato, fra lirismo e gioco, sfida spiritosa e trasporto fiabesco.

Sbaglierebbe, poi, chi si ostinasse a circoscrivere Mendelssohn in un'eco mozartiana permeata di fanciullesca fascinazione per il magico, in una sorta di spensierato romanticismo, di lato luminoso contrapposto a quello oscuro di Hoffmann. Già nei concerti giovanili si va delineando con sempre maggior decisione un pensiero più complesso e sfumato, in cui la féerie non è che uno degli aspetti e comprende anche sottili vene perturbanti e malinconiche. Anche quando gli splendidi fratelli geniali siedono al piano sorridenti e sembrano proclamare "lasciateci divertire".

 


 

 

 
 
 

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