L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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Westbrook featuring Rossini

 di Carla Monni

 Rossini Re-Loaded: nell'ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini, l'evento in esclusiva europea con la Uncommon Orchestra diretta da Mike Westbrook, organizzato da Fano Jazz Network in collaborazione con l'Assessorato alla Bellezza del Comune di Pesaro e Amat.

Pesaro, 17 novembre 2018 – È stata un'esclusiva europea il progetto Rossini Re-Loaded, dedicato alle celebrazioni per il 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini, che si è svolto lo scorso sabato nel teatro pesarese a lui intitolato. Protagonista il pianista e compositore Mike Westbrook – una delle figure di spicco del jazz britannico a partire dagli anni Settanta – che ha diretto la sua Uncommon Orchestra, proponendo una rilettura in chiave jazz e rock di pagine tratte da alcune tra le più famose opere rossiniane: il Guillaume Tell, La CenerentolaLa gazza ladraIl barbiere di Siviglia e l'Otello.

Il progetto, commissionato nel 1984 dal Wilhelm Tell Festival di Losanna – pensato prima per una brass band, poi successivamente ampliato per big band e registrato su disco nel 1987 (“Westbrook Rossini”, Hat Hut Records hatOLOGY 661) – ha finalmente debuttato nella città natale del dedicatario, assumendo dunque una doppia valenza simbolica sia per la città di Pesaro che per il leader inglese.

Westbrook è autore colto, un rivoluzionario del jazz che ha dato ai capolavori rossiniani una propria lettura interpretativa, cogliendo il carattere più umoristico del compositore pesarese. Approfitta della vasta varietà ritmica e cromatica delle sue opere, gioca con le sue melodie ma non le stravolge, come avviene nel terzo movimento dell'Ouverture del Guillaume Tell, l'“andante pastorale” intonato prima dalla tromba, poi dal flauto e nella parte conclusiva dal clarinetto. Westbrook utilizza la struttura degli accordi rossiniani come base per un assolo di tromba, che man mano lascia spazio agli altri membri dell'orchestra, in particolar modo ai fiati, che arricchiscono la melodia originaria con costanti riff. Ancora il motivo principale viene estrapolato e ripreso interamente nell'Ouverture della Gazza ladra, introdotto dal rullante della batteria di Coach York.

Centrale è il ruolo dei singoli strumenti che impersonificano i personaggi rossiniani. È il caso del trombone che interpreta il Conte Almaviva nella ballad Lindoro – una rivisitazione della canzone "Se il mio nome saper voi bramate", tratta da Il barbiere di Siviglia – la serenata con la quale, su suggerimento di Figaro, il Conte dichiara il suo amore alla bella Rosina. Ad assisterlo una “banda cittadina” ribelle, che mette in difficoltà le aspirazioni romantiche del Conte con dinamiche fortissime e accordi dissonanti. Dopo uno stacco, il pianoforte di Billie Bottle, arricchito da acciaccature e da fraseggi suonati “indietro”, introduce la duttile e ironica voce di impronta teatrale di Kate Westbrook – moglie e partner artistica del leader –, che fa da trampolino di lancio per il solo di sax tenore, stimolato dalla sezione ritmica e dagli ottoni.

La batteria di York è ancora predominante nell'apertura dell'ultima sezione dell'Ouverture rossiniana – che Westbrook intitola Gallop – in cui gli elementi percussivi si mescolano con i suoni degli ottoni virulenti; un pezzo davvero groovy, determinato da una ritmica tendente quasi al rock e al funk. Come groovy è anche Funkin'in Cinderella – tratto dall'Ouverture della Cenerentola – caratterizzato dall'intesa dei sassofoni contralto di Roz Harding e di Peter Whyman, sotto il levare dei quattro tromboni di Joe Carnell, Stewart Stunell, Sam Chamberlain-Keen e Ashley Nayler.

In The Willow Song il solo grave del violoncello di Frank Schaefer invece, ben si adatta ad anticipare la triste e sofferta “preghiera” – dal sapore argentino – ispirata ad "Assisa a pie’ d’un salice" dell'Otello, in cui Desdemona attende il ritorno del suo amato.

Gli arrangiamenti di Westbrook sono ricchi di cadenze sospese e pedali, come in Fête Champêtre – ancora dall'Ouverture del Guilleume Tell –, meccanismi di call e response tra le ance e gli ottoni, equilibri timbrici, amalgami e contrasti tra le diverse sezioni dell'orchestra.

Il compositore inglese riesce in chiave moderna a nobilitare il linguaggio rossiniano, rispettandone il canto e la narrazione come negli accordi recitativi di Once Upon A Time – tratto dalla Cenerentola, o il forte pathos determinante in Hymn To Liberty o in Country Dance, entrambi dal Guillaume Tell.

Se qualcuno ha pensato che Rossini si fosse rivoltato nella tomba durante la serata si è sbagliato, poiché la forza della sua musica sta anche in questo: ispirare compositori “altri” e raggiungere non solo un pubblico ristretto di puristi. Citando Westbrook: «[...] leggendo della sua vita ho capito che l’ambiente in cui Rossini lavorava non era molto diverso da quello frequentato da un compositore jazz contemporaneo: sia Rossini che un jazzista tentano di creare musica ‘seria’ in un contesto ‘popolare’».