L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Lieder cosmopoliti

di Suzanne Daumman

I fratelli Bernarda e Marcos Fink propongono un affascinante programma ricco di scoperte, dalla liederistica classica al repertorio tradizionale sloveno, ai compositori argentini. Fuori infuria e poi si placa la bufera, nello scenario incantato del festival Schubertiade, mentre il calore delle voci e il programma cosmopolita seduce il pubblico.

SCHWARZENBERG, 18 giugno 2013 - Il mio ultimo giorno nel Bregenzerwald: al mattino prendo il bus verso il villaggio di Schoppernau dove è nato il mio eroe, Franz-Michael Felder. Passo un'ora appassionante e gratificante con la direttrice del museo Felder. Dopo una piccola passeggiata attraverso il grazioso paesino, con le sue vecchie fattorie in legno, e una visita alla chiesa con il monumento a Franz-Michael Felder, prendo il bus del ritorno. Questo si ferma alla stazione della funicolare verso il Diedamskopf, 2020 m, e fa molto caldo. la cabine salgono e scendono senza sosta, e la neve ha un'aria fresca lassù... Scendo dunque dal bus e salgo sulla funicolare. Dieci minuti dopo, mi rendo conto che i miei sandali sono troppo lisci per camminare nella neve e che non posso certo salire sulla cima. Mi accontento di un panino e di un caffé all'aria fresca e su un panorama meraviglioso. Della nuvole s'affacciano a ovest, ci sarà tempesta stasera. La sera, arrivo in anticipo sufficiente alla sala da concerto per avere il tempo di un'ultima passeggiata sul loggiato coperto che costeggia la sala sulla sinistra e che dona una vista magnifica sulla vallata e le montagne. Nubi oscure minacciano dall'alto la montagna, un vento caldo porta il suono di un tuono lontano e i lampi illuminano il cielo. Una signora è in piedi vicino al palco, intenta a godersi lo spettacolo. Discutiamo un po', del recital di questa sera, dei concerti visti quest'anno e quello precedente, e anche prima. Guardiamo lo spettacolo davanti a noi e dice: «Non è sorprendente che si torni ogni volta? » Bernarda, mezzosoprano, e Marcos Fink, basso baritono, e il loro accompagnatore al piano, Anthony Spiri, hanno preparato un programma dall'atmosfera insieme personale e cosmopolita. Il primo duetto di Brahms So wünsch ich ihr eine gute Nacht, è quasi annegato nel rumore della pioggia che si riversa ora sul tetto della galleria. Nel seguente, tuttavia, riguadagnano l'attenzione del pubblico e la triste storia della sorellina, questa Schwesterlein che muore d'amore, ci tocca al cuore, interpretata da questa coppia di fratelli dalle voci calde e intense, convincenti senza alcun eccesso. Fascino e convinzione anche per un'altra canzone popolare rivisitata da Brahms, Vergebliches Ständchen, serenata senza successo. Il calore delle loro voci che si mescolano con grazia conferisce poi personalità e profondità a quattro duetti di Schubert selezionati attentamente, due Lieder dallo Spanisches Liederbuch di Wolf e un'altra selezione di duetti di Brahms. È nella seconda parte che i due artisti mostrano l'aspetto meno noto della loro arte, e operano un vero incantesimo: interpretano prima una scelta di canti in lingua slovena, i cui testi sono tradotti in diverse lingue sul programma. Non si pongono più problemi di apprezzamento, comprensione e pronuncia del testo e non resta che godersi la semplice bellezza di queste melodie, e osservare come i timbri di voce cambino sottilmente con la lingua utilizzata. Cantano ora alternandosi, riunendosi poi affinché il pubblico apprezzi ancor meglio la bellezza sonora della lingua e il dispiegarsi dei registri di mezzosoprano e basso baritono in tessiture e colori imprevisti. Senza orchestra è dunque possibile creare un mondo di musica utilizzando i linguaggi differenti di testo e partiture. Ogni canto è un tesoro sconosciuto, almeno per me, e una delizia inaspettata. La stessa cosa avviene poi con canti in lingua spagnola, solo che in questo caso abbiamo i testi originali nel programma, il che permette di seguire meglio i cantanti. Così noi possiamo apprezzare quanto ogni autore e compositore sia trattato con rispetto, dai frammenti floreali di Carlos Gustavino ai poemi profondamente toccanti di Borges messi in musica da Astor Piazzolla. Ancora una meraviglia sconosciuta per me: Vidala del compositore argentino Carlos Lopez Buchardo, nuovamente un duetto. La dolce melanconia di questa melodia sta bene vicino al nostro Schubert in effetti, e con queste due voci calde e dorate. Che scelta di poemi meravigliosi, messi in musica da autori sloveni e argentini: una scoperta e un successo, questa serata si chiude con applausi calorosi. C'è un bis, ci deve essere un bis, dovrebbe esserci un bis, una notte piena di bis. Ma gli artisti salutano un'ultima volta e bisogna andare. La tempesta è finita, i grilli tornano a cantare, l'aria è calda e profumata di fieno e sambuco. E bisogna andare…


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