L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

LOHENGRIN – Bologna, 1871

Fantasia d’opera in un atto di Elisa Quarello a partire da Lohengrin di R. Wagner e Macbeth di G. Verdi

Ideazione e progettazione di: Bologna Cello Project, Orchestra di Violoncelli del Conservatorio di Bologna Regia di Gianluca Cheli Coreografia di Ramona D’Aguì Direttore Tommaso Ussardi Baritono Giacomo Serra Soprano Lorelay Solis Vocalist Canseli Basak Cifci Voce recitante Gianluca Cheli Oboe Andrea Centamore Bologna Cello Project (Tiziano Guerzoni, Antonello Manzo, Jacopo Paglia, Esperanza Hernandez Muñoz) Ingresso libero sino ad esaurimento posti disponibili

IL CONSERVATORIO METTE IN SCENA UN NUOVO LOHENGRIN PER BOLOGNA

Nasce dal “Bologna Cello Project” - Orchestra di Violoncelli del Conservatorio di Bologna, in collaborazione con il Ministerio de Cultura de la Repùblica de Cuba, l’Instituto Superior de Arte (ISA), il Conservatorio nazionale di musica "Amedeo Roldan" dell'Havana, l’Associazione Amici della Musica di Bologna e la scuola J. Du Pré di Spilamberto, l’idea di mettere in scena una Fantasia d’opera in un atto dal titolo “LOHENGRIN – Bologna, 1871”, che intrecci la celebre opera di Richard Wagner con il Macbeth di Giuseppe Verdi, due compositori di cui si è appena celebrato il bicentenario della nascita. È il dato storico della prima esecuzione italiana del Lohengrin a Bologna nel 1871, con quelle chiose che Verdi pose ai margini dello spartito dell’opera wagneriana, che ha rappresentato il punto di partenza per la scrittura della drammaturgia: la divisione in tre sezioni, ossia Duello, Rancore e Vendetta, rappresenta l’idea, da un lato, di riproporre celebri scene dell’opera wagneriana e, dall’altro, di intrecciare la drammaturgia delle due opere, dando vita ad una nuova drammaturgia che, all’inizio e alla fine, ripropone anche citazioni musicali tratte da Don Carlo di Giuseppe Verdi. La Fantasia d’opera, su testi e musiche di Elisa Quarello, è rappresentata sabato 15 febbraio alle ore 18.00 presso la sala Bossi del Conservatorio G. B. Martini in piazza Rossini 2 a Bologna. Partecipano allo spettacolo un gruppo di violoncellisti, un’oboista, tre cantanti, una voce recitante, una danzatrice, un compositore e un direttore d’orchestra, seguiti dai maestri Antonio Mostacci e Francesco Carluccio, docenti del Conservatorio Martini. La regia è a cura di Gianluca Cheli, la coreografia di Ramona D’Aguì e la direzione è affidata a Tommaso Ussardi. Il nuovo libretto d’opera prevede una voce recitante (Gianluca Cheli) che interpreta il mondo intellegibile di Giuseppe Verdi e tre cantanti (Lorelay Solis, Giacomo Serra e Canseli Basak Cifci) che recitano in tedesco per le scene tratte dal libretto di Lohengrin e in italiano per i testi declamati dalla voce recitante e per le scene tratte dal libretto di Macbeth. “Particolarmente importante è il ruolo della voce recitante” – afferma Elisa Quarello – “All’inizio di ciascuna delle tre sezioni essa rappresenta il pensiero di Giuseppe Verdi che, di volta in volta, ricorda e introduce le scene che lo hanno particolarmente impressionato: in Duello, le scene d’azione tra Lohengrin e Friedrich; in Rancore, il rapporto di complicità e menzogna tra Friedrich e Ortrud e in Vendetta, le scene di riscatto tratte da Lohengrin che si contrappongono a quelle di vendetta tratte da Macbeth. Ma, ancora più importante, è il ruolo che la voce recitante assume nel corso dello sviluppo delle scene, ossia quello di commentatore: egli descrive, giudica e addirittura apostrofa i personaggi e le situazioni con particolare incisività, diventando così una guida e un vero e proprio cronista dell’azione e della drammaturgia.”


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