L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Harding e i Wiener Philharmoniker in una notte d'estate

Per la prima volta, quest'anno, è stato affidato alla bacchetta del grande direttore d’orchestra inglese Daniel Harding il tradizionale "Concerto di una Notte d’Estate" dell’Orchestra Filarmonica di Vienna, dal maestoso parco della Reggia di Schönbrunn della capitale austriaca. Il concerto, prodotto dall’Orf, la Radiotelevisione nazionale austriaca, e registrato il 18 giugno viene ora da Rai Cultura mercoledì 29 settembre alle 21.15 su Rai5.
Il "Concerto di una Notte d’Estate", che in passato ha visto protagonisti sul podio illustri direttori d’orchestra come Zubin Mehta, Valery Gergiev, Daniel Barenboim, Gustavo Dudamel e Lorin Maazel, quest’anno è stato dedicato al desiderio e alla nostalgia di posti lontani. Tema attualissimo dopo un periodo in cui gli spostamenti sono stati osteggiati dalla pandemia, le tournée delle grandi orchestre sono state cancellate e gli unici viaggi possibili sono stati quelli sulle note della musica.
Il viaggio ideale immaginato dall’Orchestra Filarmonica di Vienna prende avvio dalle città di Palermo con l’ouverture dell’opera “Les vêpres siciliennes” di Giuseppe Verdi. Si prosegue quindi a Vienna, sede della Filarmonica, alla cui storia è intrecciato il successivo pezzo in programma: la “Rapsodia su un tema di Paganini” di Sergej Rachmaninov. Il grande compositore, pianista e direttore d’orchestra russo ebbe modo di collaborare in prima persona con l’orchestra viennese nel 1935, quando suonò come solista nel Secondo Concerto per pianoforte e orchestra da lui stesso composto. Per la “Rapsodia su un tema di Paganini” è chiamato un talento della nuova generazione del pianismo russo come Igor Levit.
Tappe successive gli Stati Uniti di Leonard Bernstein, di cui vengono proposte le danze sinfoniche da “West Side Story”, l'Inghilterra con “Salut d'Amour” di Edward Elgar, ispirato a una poesia di Caroline Alice Roberts, e la Carelia, regione oggi divisa tra Russia e Finlandia ma che a fine Ottocento era ancora sotto il dominio dello Zar di Russia, con la “Karelia” Suite di Jean Sibelius. Non manca il poema sinfonico “Prélude à l'après-midi d'un faune” di Claude Debussy, forse la pagina più emblematica dell’Impressionismo in musica per la struttura sfuggente e le tinte sensuali
Il viaggio musicale proposto dall’Orchestra Filarmonica di Vienna si conclude nel luogo più distante di tutti, a 800 milioni di chilometri dalla Terra: il pianeta Giove, a cui è dedicato “Giove, il portatore dell’allegria”, il quarto movimento, nonché climax scoppiettante e gioioso, della suite per grande orchestra “I pianeti” del compositore inglese Gustav Holst.


 

 

 
 
 

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