L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Hallelujah

di Ramón Jacques

In attesa dell'avvicendamento alla direzione musicale, con Juraj Valčuha che sostituirà Andrés Orozco-Estrada, la Houston Symphony Orchestra ha riproposto per le festività natalizie il Messiah di Haendel.

Houston, 12 dicembre 2021 - Il Messiah di Handel è un classico che non manca nei cartelloni di varie orchestre sinfoniche americane, soprattutto intorno alle date di Natale e Capodanno. La Houston Symphony, che lo esegue ogni anno, l'ha riproposta nell'ambito di una programmazione ricca di alti e bassi, a cominciare dall'annullamento della sua ultima stagione, limitazioni di viaggio che hanno portato alla cancellazione di solisti e direttori ospiti e hanno portato alla modifica dei programmi e dei pezzi da eseguire; così come il cambio di direzione musicale, dal momento che il maestro colombiano Andrés Orozco-Estrada lascerà dopo otto anni, anche se la sua presenza a Houston nelle due stagioni precedenti, e a causa delle suddette limitazioni, è stata esigua. A partire da maggio 2022, il direttore d'orchestra slovacco Juraj Valčuha assumerà la titolarità dell'orchestra. Da notare che questa orchestra ha sempre avuto una vocazione operistica, poiché per molti anni è stata l'orchestra principale della Houston Grand Opera, oltre al fatto che negli anni ha offerto in concerto titoli come Wozzeck di Alban Berg, Die Entführung aus dem Serail di Mozart o Fidelio di Beethoven, quindi si spera che questa tradizione continui con Valčuha. Orozco-Estrada ha scelto la Seconda Sinfonia di Mahler per il suo concerto d'addio alla fine di aprile; e poche settimane dopo Juraj Valčuha assumerà la sua direzione dirigendo la Nona Sinfonia di Beethoven.

Tornando al Messiah, alla esecuzione ha partecipato un'orchestra rinforzata con strumenti antichi: tiorba, clavicembalo, ecc. sotto la guida del direttore americano Julian Wachner, che ha una lunga carriera ed esperienza nell'ambito della musica corale e sacra, soprattutto di Bach, e qui ha mostrato un'affinità per questo lavoro, che ha diretto con attenzione ai dettagli. È stato molto preciso, estraendo un suono carico di colore e sensibilità, di dinamismo, e amalgamando bene il coro, l'orchestra e i solisti. La Houston Symphony ha mostrato coesione tra le sezioni e sintonia con la partitura. Uno dei punti di forza che questa istituzione ha sempre avuto è il coro, lo Houston Symphony Chorus, che in ogni sua presenza offre sempre un livello eccezionale: ancora una volta lo si può constatare, sottolineando "For unto us a child is born" e "Glory of the Lord" e il sempre emozionante e atteso "Hallelujah", durante il quale negli Stati Uniti, come è consuetudine, l'intero pubblico in sala si alza in piedi. Un fatto curioso, già visto in precedenza, e che non sorprendente visti i tempi in cui viviamo, è stato che i membri del coro hanno cantato l'intero concerto indossando mascherine.

Il controtenore americano Lawrence Zazzo ha mostrato solidità e affinità con la partitura, che ha reso con lucidità, calore e autorità, dimostrandosi un cantante di alto livello. Il soprano canadese Magali Simard-Galdès ha cantato con passione, chiarezza e buona proiezione. Il resto dei solisti ha mostrato una attitudine irregolare, con il basso-baritono Daniel Okulitch, che ha cantato con troppa forza, durezza, fuori stile e poco gusto. Il tenore Andrew Haji ha mostrato un timbro gradevole, molto leggero e a tratti impercettibile.


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