L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Archi danzanti

di Vincenza Caserta

Gli archi dell’Alta Marca nella stagione di Malipiero Concerti

Onigo di Pederobba, 18 giugno 2022 - Una sera alle porte dell’estate, avvolta nel silenzio ad Onigo di Pederobba, la Chiesa di S. Maria e S.Zenone sabato 18 giugno ospita gli Archi dell’Alta Marca in concerto per la Stagione della Malipieroconcerti 2022. Vivaldi e un travolgente Concerto in sol minore per archi e basso continuo RV 156 trasportano in atmosfere in cui danza e cantabilità si incontrano assieme a Valter Favero (direttore e clavicembalo), Glauco Bertagnin (violino), Carlo Lazari (violino), Enzo Ligresti (violino), Silvestro Favero (viola) Gianantonio Viero (violoncello) e Patrizia Pedron (contrabbasso). Fraseggi delicati ed incisivi vengono trasformati in colori, cangianti e caleidoscopici nel gioco d’imitazione strumentale. Ogni elemento riesce a donare una nuova sfumatura all’Allegro iniziale, interamente proiettato in avanti senza svelare nulla dell’Adagio che, con lento incedere, si presenta ricco di sfumature sottili e sospeso in un tempo interiore ricco di profondità mistica che nulla fa presagire del dirompente Allegro finale.

Segue il Concerto di Händel- Casadesus in si minore per viola con il solista Silvestro Favero, che si apre con un dialogo intenso tra gli archi mentre l’inciso principale nella sua ciclicità viene ripreso trasportando in un nuovo paesaggio sonoro. Dall’Allegro molto, con fraseggi danzanti si giunge ad un dialogo contrastante, raccolto, fatto di trame sonore in cui i toni dimessi sono contrapposti nella loro grazia all’ultimo movimento. Il dialogo tra solista ed orchestra è fitto e pieno. Virtuosismi e pienezza sonora sono, poi, le caratteristiche del Concerto in la maggiore D 96 per violino, archi e basso continuo di Tartini. Tempi danzanti e spigliata vivacità sono spezzati dall’Adagio, momento lirico in cui il solista Glauco Bertagnin riesce a sottolineare ogni particolare della partitura conferendo al tema una maestosa delicatezza variata nei ritornelli. Brioso il Presto finale, all’insegna di sonorità luminose tra solista ed orchestra.

Un vero e proprio viaggio sonoro è quello proposto attraverso Corelli con la Sonata in re minore Op 5 n°12 La Follia: sfumature di colore nette tra una variazione e l’altra sono rese ipnotiche dal violino solista Carlo Lazari assieme all’orchestra d’archi. In un virtuosismo agile ed espressivo al tempo stesso la variazione diventa una vera e propria immagine di un paesaggio sonoro ora brillante ora nostalgico. Il bis è perfetta sintesi di un Concerto che unisce senza timore vis espressiva e dinamismo creativo degli interpreti affidato: in un Anonimo del Settecento con il violino solista Enzo Ligresti, tutto diventa cantabilità coinvolgente nel gioco tra i registri solistici e l’espressività affidata alla voce corale dell’orchestra.


 

 

 
 
 

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