L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Il ciclo dei debutti

di Roberta Pedrotti

Come ogni anno, il cartellone ufficiale del Rossini Opera Festival ha un'anteprima nel concerto finale dell'Accademia Rossiniana. In attesa di vedere e ascoltare le nuove leve nel Viaggio a Reims, dunque, li conosciamo in un galà in cui l'emozione è evidente, ma non mancano premesse interessanti.

PESARO, 18 luglio 2022 - Il Rossini Opera festival, come d'abitudine, aprirà in agosto, quest'anno il 9 con una nuova produzione di Le comte Ory. C'è però un'anteprima, un'altra inaugurazione che spesso sfugge: è il concerto finale degli allievi dell'Accademia Rossiniana intitolata ad Alberto Zedda. Prima di gettarsi nelle prove del Viaggio a Reims che vedremo fra tre settimane, i ragazzi si cimentano in un galà nel quale non hanno modo di sfoggiare le loro arti sceniche, né di costruire un personaggio, ma con i docenti possono viceversa scegliere l'aria più congeniale senza l'obbligo del titolo fissato. Insomma, è una ghiotta opportunità per completare il quadro che emergerà dalle recite di agosto, un modo in più per conoscere, seguire e sostenere queste nuove voci. Non solo. Per chi ama il cuore del Festival, questa preinaugurazione informale ha tutta l'aria del ritrovo in famiglia, compreso il convito finale da Harnold's con l'insostituibile anfitrione Patrizio, invece delle cene ufficiali post prima (splendide, eleganti e, appunto, formali).

Poi, va da sé, non tutti gli anni emerge il fuoriclasse: se se ne trovassero con frequenza non sarebbero tali. Per di più le calamità umane e naturali ultimamente ci stanno mettendo più che mai lo zampino, e dunque fra un'indisposizione, un tampone, un volo o un visto che salta anche un corso di perfezionamento può trasformarsi in un percorso a ostacoli. Registriamo allora il dato più confortante: il quadro è internazionale, Est Europa compreso, segno che per fortuna il mondo del canto è ancora unito.

Entrando nel dettaglio, fors'anche per le comprensibili ragioni di cui sopra, i ragazzi sono parsi un po' rigidi musicalmente, ancora in attesa di un vero libero slancio nella parola e nel fraseggio. Da questo punto di vista, chi veramente colpisce fra tutti per la pimpante disinvoltura e consapevolezza del personaggio e del contesto è il baritono Matteo Guerzé, impegnato nell'aria di Parmenione dall'Occasione fa il ladro "Che sorte, che accidente". La facilità nel gestire tessiture acutissime fa anche ben sperare per il futuro di Dave Monaco, alle prese con l'improba difficoltà di "Terra amica" da Zelmira. Gli altri tenori sono il saldo Tianxuefei Sun ("Non soffrirò l'offesa" da Armida) e il più titubante Victor Jimenez ("Quel tenero diletto" da L'inganno felice). Completano il gruppo delle voci maschili i baritoni Stefan Astakhov ("Largo al factotum"), Lluis Calvet i Pey (la cavatina di Slook da La cambiale di matrimonio), Janusz Nosek ("Se ho da dirla avrei molto piacere" dal Turco in Italia) e David Roy ("Come un'ape n' giorni d'aprile" dalla Cenerentola), cui si aggiungono il basso baritono Mariano Orozco ("La calunnia") e il basso Georgy Ekimov ("Già d'insolito ardore" dall'Italiana in Algeri). Sul versante feminile abbiamo ascoltato i soprani Lyaila Alamanova (bel timbro, in "Il mio ben sospiro e bramo" dalla Scala di seta), Irene Celle ("Giusto dio che umile adoro" da Tancredi), Maria Kokareva ("Squallida veste, e bruna" dal Turco in Italia), Inés Lorans (forse non in perfetta forma in "Voi la sposa pretendente" dall'Occasione fa il ladro), Aitana Sanz ("Vorrei spiegarvi il giubilo" dalla Cambiale di matrimonio), Mariia Smirnova ("No, che il morir non è" da Tancredi). I mezzosoprani erano Paola Leguizamon ("Nacqui all'affanno" dalla Cenerentola) e Anush Martirosyan ("Una voce poco fa" dal Barbiere di Siviglia). Al pianoforte siedono in alternanza Rubén Sanchez-Vieco ed Elisa Cerri; al termine, il direttore designato del Viaggio a Reims d'agosto, Daniel Carter concerta il collettivo "Ah qual colpo inaspettato". E sia allora, l'augurio per tutti di andare a giubilar quanto prima, insieme e pienamente.

 


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