L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Voci gravi

di Vincenza Caserta

Per il Padova Castello Festival, i Solisti Veneti presentano un inedito programma dedicato al contrabbasso (solista Gabriele Ragghianti) con Paolo Hendel voce recitante e una scultura luminosa di Marco Lodola

Padova, 14 luglio 2022 - I colori del tramonto accarezzano la Chiesa degli Eremitani a Padova mescolando le tinte calde di una giornata di metà luglio con l’ostinato realizzato dalle cicale. L’immagine luminosa di un contrabbasso sovrasta il palco, brillante ed ammaliante al tempo stesso, già preludio di una vivace idea di movimento al cui centro è posto uno strumento poderoso e sonoro. Il programma presentato in prima assoluta già si annuncia interessante per il connubio vincente tra musica e parola. L’immagine luminosa battezzata Mi grave è la chiave di lettura che, partendo proprio dalla scultura di Marco Lodola, racconta, ispirandosi agli anni 50, il testo Il contrabbasso di Patrick Süskind, del quale l’attore Paolo Hendel propone una narrazione originale e vivace in dialogo con pagine musicali affidate ai Solisti Veneti sotto al guida di Giuliano Carella.

Il brano introduttivo di Bottesini, Elegia per contrabbasso ed archi, con intensa dolcezza narrativa introduce in una distesa atmosfera, increspata solo dal vento e dal modo minore, costruito su un fraseggio poetico ed elegante. Le sonorità profonde del contrabbasso di Gabriele Ragghianti sono cullate dalla linea melodica degli archi in un dialogo che sembra anticipare sorpresa. Tutto è cantabilità, sonorità evocative per sostenere la voce scura e densa del solista e delle sue profonde linee su rassicuranti risposte dei violini. Ogni elemento è calato in un ritmo danzante. “L’orchestra comincia ad esistere quando c’è il contrabbasso, cos’è il violino se non un re nudo in assenza del contrabbasso?”, Paolo Hendel inizia così il suo monologo al cui centro vi è il contrabbasso, mentre lui stesso si cala nei panni di un contrabbassista, immerso nella musica ed intento a svelare i segreti del suo strumento.

“L’artista orientato verso il bello, il valido ed il vero”: da qui prende le mosse una descrizione fantasiosa e vivace che evidenzia l’importanza dei bassi, sostegno d’orchestra. Il “Mi grave” diventa pretesto non solo per una descrizione d’opera ma si trasforma in un incipit scherzoso per dialogare su pagine di storia della musica che, descrivendo opere, raccontano mondi.

Il clima sonoro è quasi operistico nell’alternanza del canto dei vari strumenti, mentre la tensione sonora del disegno lirico contrasta con le sezioni vivaci del contrabbasso in un perfetto amalgama tra solista e orchestra.

La descrizione di Hendel è ironicamente sottile nel riportare le caratteristiche strumentali e diventa una vera e propria analisi, filtrata da aneddoti che precedono la narrazione musicale.

Hendel ironizza su Wagner, fa sorridere il pubblico nel gioco di parole sul Mi grave con allusioni alla Cavalcata delle valchirie.

Nel Concerto di Bottesini il suono di Ragghianti è deciso nel disteso dialogo con l’orchestra, connotato da grande enfasi lirica sotto la direzione di Carella attraverso un pathos narrativo in costante crescita. L’Andante si colora di intensa nostalgia, giocata su una fusione di solista ed orchestra, con sapiente maestria corale. L’Allegro finale è impetuoso e dinamico, mentre la pronta risposta dell’orchestra proietta in avanti il discorso, con procedere brioso ed incalzante. La Fantasia spagnola di Simon Garcia (nato nel 1977) crea nelle mani del solista a cui il brano è stato dedicato un nuovo ambiente sonoro, calato nelle atmosfere della musica tradizionale basca, caratterizzata dal gioco di elementi quasi improvvisati assieme al virtuosismo agile e sorprendente. I Solisti Veneti incedono vivaci e con slancio nella descrizione sonora che unisce mistero e suspense. La Passione amorosa di Bottesini per violino contrabbasso ed archi, già dal suo incipit con passaggi di agilità e scambi tra gli strumenti solisti, presenta un'interessante varietà di sezioni e i Solisti Veneti fondono lirismo e grazia. La vivacità espressiva non è mai scontata, ma rivestita da un profilo fantasioso sia nel brillante virtuosismo del violino solista Lucio Degani sia nel contrabbasso di Ragghianti.

È una vivacità spigliata quella che i Solisti Veneti suggeriscono con eleganza nell’Elefante dal Carnevale degli animali di Saint-Saëns. Hendel alterna con racconti divertenti le sezioni musicali, così l’Elefante pare dondolarsi mentre cammina nella Savana.

“La musica è un grande segreto e un grande mistero” e Mozart nel terzo movimento del Divertimento per archi K 138, con spirito spensierato, viene svelato dai Solisti Veneti di Carella, che scandiscono intrecci sonori mai scontati.

Il Gran Duo concertante di Bottesini per violino, contrabbasso ed archi è un’opera pervasa da uno spirito virtuosistico e lirico assieme. La fusione dialogante tra i solisti Degani e Ragghianti con l’orchestra permette, nelle frasi di ampio respiro, l’unione tra agilità virtuosistica e musicalità cantabile, in perfetta sintonia. L’orchestra allaccia una danza di garbata suggestione sonora mentre Paolo Hendel, fino all’ultima battuta, ironizza sul contrabbasso, ponendo ogni elemento come pretesto per una visione originale.

Bis con la Fantasia sulla Sonnambula di Bottesini. Sonorità decise si alternano in un quadro ricco di contrasti nelle sezioni virtuosistiche, filo conduttore di tutto il discorso musicale e sorprendenti nell’espressione di un variegato umorismo musicale.


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