L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Una settimana con Molière e Racine

Lunedìedì 22 febbraio


Molière Il misantropo (1983)

Per lo spazio pomeridiano dedicato al teatro, in onda ogni pomeriggi, Rai Cultura dedica un ciclo di appuntamenti al teatro francese. Apre l’omaggio una delle commedie più celebri di Molière, “Il misantropo”, in onda lunedì 22 febbraio alle 15.45, proposta nella traduzione e nell’adattamento firmato da Flaminio Bollini nel 1967, con scene di Gianni Polidori e costumi di Misa D'Andrea. Tra gli interpreti, Giancarlo Sbragia, Gianfranco Ombuen, Alberto Bonucci, Lea Massari, Giovanna Lenzi, Gigi Proietti, Paolo Todisco, Alfredo Senarica, Lia Angeleri, Gianni Macchia, Carlo Croccolo. 
Alceste è un misantropo che si accanisce contro le menzogne mondane che gli fanno detestare gli uomini e mostrare brutale sincerità verso chi lo circonda. Si innamora di Celimene, giovane vedova civetta e maldicente, cui rimprovera la leggerezza con gli uomini e alla quale non riesce a confessare il proprio amore. L'ingiusta perdita di un processo, essendo egli innocente, porta Alceste alla decisione di ritirarsi dalla società e, poiché Celimene è circondata da numerosi corteggiatori che delusi nelle loro aspettative amorose l'abbandonano manifestandole il loro disprezzo, Alceste, disposto a perdonarle queste leggerezze di gioventù, le propone il matrimonio purché lei sia pronta a seguirlo nella sua rinuncia al mondo. Celimene rifiuta e Alceste si ritira dal mondo in solitudine. 

Martedì 23 febbraio


Molière L’avaro (1983)

Per lo spazio pomeridiano dedicato al teatro, in onda ogni pomeriggio su Rai5, Rai Cultura dedica un ciclo di appuntamenti al teatro francese. L’omaggio prosegue martedì 23 febbraio alle 15.45 con una delle commedie più rappresentate di Molière, “L’avaro”, proposta nella versione del 1983, per la regia di Giuseppe Patroni Griffi, che supera l'interpretazione puramente farsesca per aprirsi anche a suggestioni drammatiche. Un allestimento indimenticabile che ruota intorno all'attore protagonista Paolo Stoppa. La commedia, di dichiarata ispirazione plautina, mette in scena la vicenda del vecchio tirchio Arpagone che non spende un centesimo per la famiglia e la servitù. Per speculare sui propri figli, combina loro matrimoni d'interesse, ma deve fare i conti con i loro veri sentimenti e, in ultima analisi, anche con i propri. Traduzione Luigi Lunari, regia teatrale Giuseppe Patroni Griffi, regia tv Olga Bevacqua. Con Paolo Stoppa, Pier Francesco Poggi, Valeria Ciangottini, Luigi Basagaluppi, Patrizia Nupieri, Stefano Varriale, Salvo Perdichizzi, Andrea Matteuzzi, Franco Acampora, Giacomo Quattromini. Registrato al Teatro Giulio Cesare di Roma.

Mercoledì 24 febbraio


Molière Il borghese gentiluomo (1978)

Per lo spazio pomeridiano dedicato al teatro, in onda ogni pomeriggio su Rai5, Rai Cultura dedica un ciclo di appuntamenti al teatro francese. L’omaggio prosegue mercoledì 24 febbraio alle 15.45 con la commedia “Il borghese gentiluomo” di Molière, nell’allestimento diretto da Tino Buazzelli e Angelo Corti nel 1978. Tra gli interpreti, oltre allo stesso Buazzelli, compare anche una giovane Anna Marchesini, ai suoi esordi.

Monsieur Jourdain, un mercante arricchito e aspirante al titolo di nobiltà, rifiuta di concedere la mano della figlia Lucilla ad un giovane borghese di nome Cleonte. Di fronte al disprezzo di Jourdain per un genero borghese, Cleonte decide di ricorrere all'inganno e, su consiglio del servitore Coviello, finge di essere un principe turco innamorato di Lucille. Jourdain, il quale è spesso vittima di truffatori e parassiti a causa delle sue stesse ambizioni e manie di grandezza, cade anche questa volta nella trappola e dà il suo consenso alle burlesche nozze turche di Lucilla e Cleonte. Traduzione Cesare Garboli, regia teatrale Tino Buzzelli e Angelo Corti, regia tv Giacomo colli, scene Giacomo Calò Carducci, costumi Dafne Carducci, musiche G. B. Lugli, a cura di Bruno Nicolaj. Con Tino Buazzelli, Rita Di Lernia, Anna Macci, Maria Grazia Sughi, Fabrizio Temperini, Donato Castellaneta, Andrea Matteuzzi, Gianna Giachetti, Raffaele Bondini, Luigi Ottoni, Roberto Pescara, Giuseppe Lo Parco, Giuliano Santi, Orazio Donati, Nora Venturini, Simona Noce, Anna Marchesini, Bruno Zeni, Stefano Gragnani, Sergio Bellani, Robert Ketterlsom, Ille Strazza, Flavio Casini.

Giovedì 25 febbraio


Molière Don Giovanni (1967)

Per lo spazio pomeridiano dedicato al teatro, in onda ogni pomeriggio su Rai5, Rai Cultura dedica un ciclo di appuntamenti al teatro francese. Nell’appuntamento in onda giovedì 25 febbraio alle 16.00 sarà proposta la commedia di Molière “Don Giovanni”, nella versione televisiva del 1967 diretta da Vittorio Cottafavi. Nel ruolo del protagonista Giorgio Albertazzi.

Al centro dell’opera è il rapporto tra l'intellettuale e libertino Don Giovanni e il suo servo Sganarello. Due modi diversi di guardare il mondo e di affrontare la vita. Traduzione Cesare Vico Lodovici, regia Vittorio Cottafavi, scene Mariano Mercuri, costumi Veniero Colasanti. Con Giorgio Albertazzi, Franco Parenti, Margherita Guzzinati, Carlo Cataneo, Stefano Satta Flores, Sergio Tofano, Gianna Giachetti, Mila Sannoner, Renzo Palmer, Pierluigi Aprà, Pierluigi Zollo, Camillo Milli, Gino Nelinti, Enrico Canestrini.

Venerdì 26 febbraio


J. Racine Fedra (1957)

Per lo spazio pomeridiano dedicato al teatro, Rai Cultura chiude il ciclo di appuntamenti dedicati al teatro francese con la tragedia di Racine “Fedra”, in onda venerdì 26 febbraio alle 15.45 su Rai5. L’opera è proposta nella versione del 1957 diretta da Corrado Pavolini con la traduzione di Giuseppe Ungaretti. Fra gli interpreti, Raffaele Giangrande, Gian Maria Volontè, Miranda Campa, Diana Torrieri, Lina Bolis Maffi, Anna Menichetti, Nais Lago, Edda Nives Birada, Franco Attolini, Mauro Del Vecchio.

Fedra è innamorata del figliastro Ippolito, osa manifestare il suo desiderio solo alla nutrice Enone. Giunge improvvisa la notizia della morte del marito Teseo e Fedra pensa di poter finalmente dichiarare il suo amore al giovane Ippolito, nonostante la condanna di Enone. Ippolito invece è innamorato della principessa Aricia. Teseo torna incolume ed Enone per salvare Fedra dalla vendetta di Teseo, accusa Ippolito di amore incestuoso verso la matrigna; Teseo le crede e caccia il figlio maledicendolo e aizzandogli contro le ire del dio Nettuno. Fedra vorrebbe confessare al marito Teseo di essere lei la responsabile dell'amore verso Ippolito, ma per caso apprende della passione folle di costui per la principessa Aricia e ne rimane sconvolta, presa da una violenta crisi di gelosia. Teseo apprende che la nutrice Enone si è uccisa e che anche Fedra medita di suicidarsi. Per evitare la morte della moglie, Teseo supplica Nettuno di revocare la maledizione su Ippolito, ma ormai è troppo tardi, un mostro marino lo ha ucciso. Avuta la notizia della morte di Ippolito Fedra confessa tutto a suo marito Teseo e poi si uccide.

Traduzione Giuseppe Ungaretti, regia Corrado Pavolini, costumi Maurizio Monteverdi.

Sabato 27 febbraio


Stardust Memories

Omaggio a Nino Taranto

Caviale e lenticchie (1964)

Si chiude con la commedia del 1964 “Caviale e lenticchie”, in onda sabato 27 febbraio alle 16.00 su Rai5, l’omaggio che Rai Cultura ha dedicato a Nino Taranto nel 35° anniversario della scomparsa, per lo spazio “Stardust Memories”, che ogni sabato pomeriggio su Rai5 offre in versione restaurata i grandi classici del teatro delle Teche Rai. Nello spettacolo di Luigi Scarnicci e Renzo Tarabusi, per la regia di Gennaro Magliulo, al fianco di Nino Taranto recitano Regina Bianchi, Carlo Giuffré, Isa Danieli, Gianni Agus, Gisella Sofio.

Don Liborio Lamanna si è specializzato nella professione di "invitato" a matrimoni e battesimi, dove sottrae parte dei lauti banchetti. La sua famiglia è composta dalla moglie Maddalena, dalla sorella Caterina, che vende carta igienica a teatro, dalla figlia Fiorella che dipinge cartoline e dal figlio Filippo che partecipa a gare di ballo. Una mattina, facendosi passare per commendatore fonda un comitato di carità per sovvenzionare la sua famiglia e invita, allo scopo, a casa sua la contessa Bellilla e il barone Camillo Chioccia. Mentre i due sono lì arriva il figlio della contessa, accompagnato dal cugino e tutore Leopoldo, che confessa di aver ucciso, casualmente, Alessio il cameriere. Don Liborio propone di nascondere il figlio a casa sua. La situazione si complica quando Don Leopoldo affida, dietro lauto compenso, a Vincenzino "Pallipalli" che si presenta come Don Liborio, per corteggiare Maddalena, il baule contenente il cadavere di Alessio. Nella notte la casa si anima, il vero Liborio, geloso, non vuole lasciare Maddalena con Vincenzino, Leopoldo ritorna per controllare la situazione, in un momento di quiete il cadavere si anima per perseguitare il sonno del figlio della contessa. Don Liborio intuisce che Leopoldo ha inventato l'omicidio di Alessio per interdire il giovane nobile ed appropriarsi dei soldi e mette in atto la sua vendetta.

PRIMA VISIONE ASSOLUTA

Molière La scuola delle mogli (2020)

In onda sabato 27 febbraio alle 21.15 su Rai5

Registrato al Teatro delle Muse di Ancona nel dicembre 2020, lo spettacolo “La scuola delle mogli” di Molière, nella traduzione di Cesare Garboli e per la regia di Arturo Cirillo, è proposto in prima Tv sabato 27 febbraio alle 21.15 su Rai5.

“Nella commedia – afferma Arturo Cirillo - si respira un’amarezza e una modernità come solo negli ultimi testi Molière riuscirà a trovare. Sono presenti la gioia e il dolore della vita, il teatro comico e quello tragico, come in Shakespeare. Il tutto accade in un piccolo mondo con pochi personaggi”.

“M’immagino una scena che è una piazza dove al centro vi è una casa girevole, al cui interno si vede una scala che porta a una camera che è anche una cella, una stanza delle torture. L’azione avviene nello spazio tra questa casa e un’altra, che non si vede, appartenenti entrambe al protagonista, il quale si fregia di un doppio nome e di una doppia identità, come doppia è la sua natura. È uno spietato cinico ma anche un innamorato ossessivo, un fustigatore delle debolezze altrui come anche una fragilissima vittima del proprio gioco. Al centro una giovane donna cavia di un esperimento che solo una mente maschilista e misantropica poteva escogitare: è stata presa da bambina, orfana, e poi lasciata nell’ignoranza di tutto per poter essere la moglie ideale, vittima per non dire schiava, del futuro marito che la dominerà su tutti i piani, economici, culturali, psicologici. La natura, l’istinto, l’intelligenza del cuore renderanno però vano il piano penitenziale e aguzzino che si è tramato intorno a lei”.

Musiche di scena registrate, eseguite da Francesco De Melis (chitarra classica), Caterina Dionisi (pianoforte), Vasco Maria Livio (computer), Lorenzo Masini (chitarra).

Con Arturo Cirillo nei panni di Arnolfo, alias Signor Del Ramo; Valentina Picello è Agnese, fanciulla innocente allevata da Arnolfo; Rosario Giglio è Crisaldo, amico di Arnolfo / Alain, servo di Arnolfo; Marta Pizzigallo è Georgette, serva di Arnolfo; Giacomo Vigentini è Orazio, innamorato di Agnese / Un notaio.

La regia televisiva di Francesca Taddeini, progetto editoriale Felice Cappa, produttore esecutivo Serena Semprini, a cura di Giulia Morelli.

Produzione MARCHE TEATRO – Teatro dell’Elfo – Teatro Stabile di Napoli.

 


 

 

 
 
 

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