L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Indice articoli

Macbeth a Buenos Aires

Macbeth, il coro, la bacchetta

 di Gustavo Gabriel Otero

Nel Macbeth verdiano proposto dal Teatro Colón in occasione dell'Anno Shakespeariano si impongono il protagonista  Fabián Veloz, il tenore Gustavo López Manzitti e il Coro Estable del Teatro sotto la direzione di Stefano Ranzani. Corretto ma non entusiasmante ilr esto, con qualche malumore per la messa in scena.

en español

BUENOS AIRES, 27/09/2016 - Macbeth di Giuseppe Verdi giunse in Argentina il lontano 21 marzo 1854 al Teatro Argentino. L'opera è stata eseguita in diverse occasioni e vari teatri di Buenos Aires nel corso del XIX secolo, ma nell'attuale Teatro Colón è andata in scena solo in cinque stagioni. Le statistiche dicono che è tornata nella sala di calle Libertad in media una volta ogni vent'anni, nel 1939, 1962, 1964, 1980 e 1998. Oltre al Colón, la Asociación Buenos Aires Lírica l'ha proposta nel Teatro Avenida nel 2004 e nel 2011, con artisti locali. Nell'ambito delle celebrazioni per l'Anno Shakespeariano si è ora realizzata una nuova produzione, caratterizzata da una generale correttezza in cui si sono distinti la voce di Fabián Veloz, la bacchetta di Stafano Ranzani, il tenore Gustavo López Manzitti e il Coro Estable. Gli altri elementi non hanno sfigurato, ma non sono giunti nemmeno a entusiasmare, mentre la messa in scena di Marcelo Lombardero non ha convinto pienamente.

La Orquesta Estable sotto la direzione di Stefano Ranzani ha compiuto un lavoro di prim'ordine. La sua lettura ha dimostrato nerbo, senso dello stile, chiaroscuri, la giusta sottigliezza e forza ben dosata quando necessario. 

Trionfatore assoluto è stato Fabián Veloz come Macbeth di bel timbro, sicirezza, espressività ed eccellente fraseggio verdiano. 

La Lady Macbeth di Chiara Taigi è stata corretta senza brillare. Si nota una voce affaticata con tendenza a perdere il controllo e ha portato a termine la parte senza gloria. 

Impeccabile il Macduff di Gustavo López Manzittti, adeguato il Banco di Aleksander Teliga e corretto il resto del cast.

Una nota a parte per le varie sezioni del Coro Estable in stato di grazia.

Marcelo Lombardero ha collocato l'azione in una vaga contemporaneità, evidentemente durante una guerra civile. Gli spazi scenici sono freddi e monumentali, in un onnipresente colore nero. Da luoghi che paiono fabbriche o debositi abbandonati o bombardati si passa al mondo sotterraneo delle cloache dove dimorano le streghe, che qui non sono tali. Ci sono grandiosi palazzi del potere, vasti spazi, scalinate sfarzose, una terrazza da cui si scorgono i bombardamenti, un bosco recintato con filo spinato e posti di guardia come se fosse un campo di prigionia,  fino alla perfetta riproduzione di una stazione ferroviaria con incluso arrivo dei treni. Come sempre le scene e le proiezioni di Diego Siliano sono state impeccabili, ben concepiti i costumi di Luciana Gutman e adeguata la coreografia di  Ignacio González Cano. Il disegno luci di Horacio Efron ha abusato dell'oscurità.

Nonostante ciò, l'impressione generale della messa in scena è di un lavoro non del tutto compiuto, un po' statico dal punto di vista attoriale e alcune incoerenze. Il ripetuto utilizzo, da parte dei registi, da un capo all'altro del mondo, di ambientazioni militari, in guerre civili attuali o nel secondo conflitto mondiale, quasi tutte le opere è un espediente che ha stancato il pubblico e le sonore e irrispettose contestazioni forse denotano questo fastidio verso chi pare non aver altra idea per allestire diverse opere. Ciò, naturalmente, non ha nulla a che fare con la riflessione sulla validità di una trasposizione d'epoca in base alla coerenza e all'originalità delle idee.  

Prensa Teatro Colón /Arnaldo Colombaroli (campi lunghi) o Máximo Parpagnoli (piani ravvicinati)

Buenos Aires, 27/09/2016. Teatro Colón. Giuseppe Verdi: Macbeth. Melodramma in quattro parti. Libretto di Francesco María Piave in collaborazione con Andrea Maffei, basato sull'opera omonima di William Shakespeare. Marcelo Lombardero, regia. Diego Siliano, scene y proyecciones. Luciana Gutman, costumi. Ignacio González Cano, coreografia. Horacio Efron, luci. Fabián Veloz (Macbeth), Chiara Taigi (Lady Macbeth), Alexander Teliga (Banco), Gustavo López Manzitti (Macduff), Rocío Giordano (Dama di Lady Macbeth), Gastón Oliveira Weckesser (Malcom), Iván Garcia (Medico), Mariano Fernandez Bustinza, Victoria Gaeta, Dante Lombardi (Apparizioni), Juan Pablo Labourdette (Sicario) y Sebastián Sorarrain (Araldo) Orquesta y Coro Estables del Teatro Colón. Maestro del Coro Estable: Miguel Martínez. Maestro direttore e concertatore: Stefano Ranzani.


 

 

 
 
 

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.