L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Il piacere della doppia cultura

 di Giuliana Dal Piaz

 

Il primo ottobre prossimo è previsto a Toronto, nell'ambito delle attività della Tafelmusik Barroque Orchestra, il concerto "Musik Mania", direttore e violino solista ospite l'italo-olandese Cecilia Bernardini. In programma, musiche di Zelenka (Hypochondria), Geminiani (La Follia), Bach (il Quarto Concerto Brandeburghese), Vivaldi (Il Proteo, o il mondo al rovescio), Telemann (suite La Bizarre) e Keiser (Il buffo principe Jodelet).

Abbiamo raggiunto telefonicamente la Sig.ra Bernardini ad Amsterdam, dove risiede normalmente.

Signora Bernardini, Lei ha suonato per la prima volta a Toronto, con l'orchestra barocca Tafelmusik, nel 2014. Come avviene questo suo ritorno?

Lo scorso anno, mi capitò di sostituire Stefano Montanari nel Concert Spirituel, un programma nato nell'ambito delle attività della Tafelmusik. Ora, in cambio, ho ricevuto un invito personale esplicito dalla Tafelmusik Orchestra: è stata una bella sorpresa, mi rende felice proseguire una collaborazione di questo genere.

Come nasce il progetto di Musik Mania, che ha un programma piuttosto particolare?

È stato un progetto inatteso. La Tafelmusik mi aveva chiesto una cosa specifica: il Quarto Concerto Brandeburghese di Bach. Ho cominciato a pensare cosa costruirci intorno, e l'idea è nata quasi come uno scherzo. Nel concerto di Bach vi sono due momenti, nel primo e nel terzo movimento, in cui il violino impazzisce un po' e scatena dei passaggi virtuosissimi nel mezzo di momenti leggeri; gli assolo del violino diventano un po' maniacali. Ho pensato quindi alla follia come filo conduttore: nella storia della musica, anche prima della famosa Follia di Corelli, il motivo è ricorrente. Non si poteva però costruire un intero programma di brani come il Concerto Grosso di Geminiani, La Follia. Ed ecco la ricerca di pezzi nel filone della "mania" ma con una varietà di interpretazioni.

La sua presentazione ci dice che lei è italo-olandese (effettivamente stiamo conducendo quest'intervista in italiano, che lei parla perfettamente malgrado si dichiari un po' arrugginita in tale lingua...), sappiamo che vive in Olanda, dirige un Ensemble a Edinburgo, e fa concerti in Europa e fuori Europa. Ma chi è la musicista Cecilia Bernardini?

Come lei diceva, sono portatrice di due culture diverse: vivo ad Amsterdam e mi sento soprattutto olandese; lavoro molto in Scozia, e solo occasionalmente in Italia (dove vado comunque una o due volte l'anno perché parte della mia famiglia vive a Roma), ma sono cresciuta musicalmente accanto a mio padre Alfredo, e ho contatti con la musica italiana.

Lei è una musicista esperta, malgrado la giovane età. Il suo ricco curriculum ci dice che suona sia il violino "moderno" sia il violino barocco e ha al suo attivo molti concerti di musica non barocca. Cosa può dirci al riguardo?

Anche dal punto di vista musicale, come da quello personale, è bello usare due culture diverse! Comunque la maggioranza dei concerti che faccio, diciamo il 70 %, sono ormai di musica barocca. I due tipi di violino sono differenti in molti sensi, la costruzione degli strumenti è diversa, anche se la differenza di tecnica costruttiva non è così grande come nel caso di oboe e flauti. Di conseguenza, la tecnica per suonare il violino è diversa se si tratta di un violino barocco o di uno moderno. Perfino i muscoli lavorano diversamente in quanto il violino moderno è più pesante, perfino l'arco è più pesante, rispetto al violino barocco, più leggero.

Grazie della sua gentile disponibilità, Sig.ra Bernardini, sarà un piacere ascoltarla con la Tafelmusik Barroque Orchestra il prossimo primo ottobre.


 

 

 
 
 

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