L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Una settimana con la storia

DOMENICA 19/06/2022

Le storie di Passato e presente. Il fascismo e l’italiano nuovo

Come il regime mussoliniano abbia tentato di forgiare l’“italiano nuovo”: lo racconta Paolo Mieli in “Le storie di Passato e presente”, in onda domenica 19 giugno alle 20.30 su Rai Storia. In primo piano, l’educazione e l’irreggimentazione del popolo italiano a partire dall’infanzia con organizzazioni come l’Opera Nazionale Balilla, adibita alla preparazione spirituale e fisica dei bambini in senso premilitare; la fascistizzazione del linguaggio, con la promozione di una nuova lingua “puramente” italiana, libera da inflessioni dialettali e da parole straniere, in grado di veicolare la visione fascista del mondo; la trasformazione del linguaggio visivo, attraverso un’architettura monumentale che avrebbe dovuto esprimere la potenza dell’impero fascista e la grandezza della sua capitale, Roma.

BINARIO CINEMA Martin Eden

Napoli. Il marinaio Martin Eden, interpretato da Luca Marinelli - vincitore della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile al Festival di Venezia 2019 - si trova a salvare Arturo Orsini, giovane rampollo dell’alta borghesia. E’ la storia che Pietro Marcello, ispirandosi all’omonimo romanzo del 1909 scritto da Jack London, racconta in “Martin Eden”, in onda domenica 19 giugno alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Binario Cinema”.

La famiglia del ragazzo, riconoscente, lo accoglie a casa, dove conosce la sorella di Arturo, Elena. Per Martin è amore a prima vista: la giovane donna, colta e raffinata, diventa anche il simbolo dello status sociale a cui aspira a elevarsi. Martin Eden inizierà a studiare vorticosamente e da autodidatta, scoprendo anche il suo talento più profondo, la scrittura. Riuscirà a coronare il suo sogno nonostante le sue umili origini?

LUNEDI’ 20/06/2022

Passato e Presente. Apolidi tra le due guerre

Alla fine della Prima Guerra Mondiale la carta geografica del mondo si trasforma radicalmente. Sono crollati tre imperi: l’impero russo, quello austro-ungarico e l’impero ottomano. Dopo i trattati di pace postbellici siglati a Versailles, centinaia di migliaia di persone si ritrovarono sprovviste della protezione di un governo statale, raccolte in minoranze nazionali allogene rispetto agli Stati d’appartenenza o abbandonate a se stesse. Sono i cosiddetti Apòlidi, protagonisti di “Passato e Presente”, con Paolo Mieli e la professoressa Daniela Caglioti, in onda lunedì 20 giugno alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. Nel 1922, l’Alto commissario per i profughi della Società delle Nazioni istituisce il passaporto Nansen, certificato di identità emesso dal paese ospitante per garantire l’accesso ai servizi minimi di assistenza. Con l’avvento al potere dei nazionalsocialisti in Germania, il problema dell’apolidia si rinnova e si aggrava. Nel 1935, con le leggi di Norimberga, le politiche antiebraiche spingono verso la denaturalizzazione degli ebrei tedeschi. Per loro non c’è solo la perdita della cittadinanza, ma anche la confisca dei beni e il tragico destino dei Lager.

Cronache di donne leggendarie. Donne romane: tra scandali e potere

Clodia, amante di Catullo, Giulia figlia di Augusto, e Messalina moglie di Claudio: donne ‘scandalose’ tra la fine della repubblica e i primi decenni dell’impero, le cui vicende raccontano i cambiamenti nel costume, nella cultura e nelle arti di quel momento decisivo nella storia di Roma. Le donne romane sono al centro del nuovo appuntamento con Cristoforo Gorno e con “Cronache di donne leggendarie” in onda lunedì 20 giugno alle ore 21.10 in prima visione su Rai Storia. Interviene nella puntata Maria Teresa D’Alessio, professoressa di Archeologia Classica, Università di Roma La Sapienza.

Cronache dal Rinascimento. Este e Gonzaga, scene da un matrimonio

Isabella d’Este è prossima al compimento dei sei anni di età quando, nella primavera del 1480, riceve una proposta di matrimonio. Il pretendente è il quindicenne Francesco II, erede del marchese di Mantova Federico I Gonzaga. Il matrimonio viene celebrato per procura l’11 febbraio 1490 nella cappella ducale di Ferrara. Un matrimonio che Cristoforo Gorno racconta in “Cronache dal Rinascimento” in onda lunedì 20 giugno alle 21.40 su Rai Storia. Isabella è chiamata a sfilare per la città su un carro trionfale dipinto da Ercole de Roberti, maestro di Schifanoia. Lo stesso pittore viene incaricato di decorare i tredici forzieri che contengono il corredo della giovane, impreziosendoli con pietre dure e undicimila foglie d’oro provenienti da Venezia. Lasciata Ferrara, Isabella attende sul Po il bucintoro dorato della famiglia. Il viaggio dura tre giorni, con due soste notturne a Revere e una al palazzo di Belgioioso per le avversità climatiche. La mattina del 15 febbraio Isabella fa il suo ingresso a Mantova a cavallo, sotto un baldacchino di damasco bianco, acclamata dal popolo. Francesco II le va incontro e il corteo attraversa sette allestimenti scenografici animati da rappresentazioni mitologiche in cui gli dèi che danno il nome ai pianeti garantiscono agli sposi la loro protezione. Le cronache dell’epoca contano una presenza di diciassettemila forestieri, che si aggiunge ai ventitremila abitanti di Mantova. Gli invitati vengono omaggiati con una medaglia che reca i profili dei coniugi.

Storia delle nostre città. Ravenna. Un tesoro d’acqua

È Ravenna, città dal destino legato al suo territorio lagunare, la protagonista di “Storia delle nostre città”, in onda lunedì 20 giugno alle 22.10 su Rai Storia. Anche se l'origine di Ravenna è antichissima, fu con Giulio Cesare che si ebbe l'ingresso trionfale della città nella storia. A Ravenna, Cesare era solito passare l'inverno e proprio da Ravenna sarebbe partito per la conquista di Roma, dopo aver attraversato il Rubicone nel 49 a.C.. Dopo i fasti romani, inizia per Ravenna un periodo di decadenza, ma al tempo stesso si apre uno dei capitoli più importanti di tutta la sua storia. Nel 402, Ravenna verrà scelta come capitale dell'Impero d'occidente da Onorio, al quale succederà Valentiniano III, che regna a Ravenna sotto la tutela della madre Galla Placidia, figlia di Teodosio.

Dopo la caduta dell'Impero, nel 476, l'Italia cade sotto il dominio del barbaro Odoacre, il quale sceglie ancora Ravenna come capitale, come del resto faranno anche Teoderico e, dopo la fine della dominazione gota, gli esarchi di Bisanzio.

Dopo l'invasione dei Longobardi si apre per Ravenna la dominazione degli arcivescovi che prelude a quella veneziana che si concluderà nel 1509, quando la città viene consegnata a Giulio II.

Dopo la signoria veneta comincia per Ravenna un travagliato cammino di decadenza che ha inizio con la famosa battaglia di Ravenna del 12 aprile 1512, la prima grande battaglia dell'era moderna nella quale venne utilizzata per la prima volta l'artiglieria mobile.

Durante la dominazione napoleonica Ravenna è sotto la Francia e farà parte prima della Repubblica Cispadana quindi della Cisalpina; infine tornerà di nuovo sotto la dominazione pontificia.

Il periodo risorgimentale trova in Ravenna un terreno fertile e in questi anni, grazie anche all'operato del poeta George Byron, si diffonde la Carboneria. Ravenna, inoltre, è determinante nella vicenda che consentì a Giuseppe Garibaldi di sfuggire agli austriaci. Costretto ad abbandonare Roma nel luglio del 1849, Garibaldi trova rifugio nell'agosto dello stesso anno in un capanno nascosto fra i pini, dove raccoglierà anche l'ultimo respiro della moglie Anita.

Coi plebisciti del 1860 Ravenna non fa più parte del governo pontificio, ma viene annessa al Regno di Sardegna che poi diventerà Regno d'Italia.

Dopo un periodo di crisi durante il quale la città si dibatte in gravi problemi sia politici che economici, Ravenna inizia la sua ascesa che passerà attraverso la bonifica e il lavoro agricolo, ma soprattutto attraverso il mare.

MARTEDI’ 21/06/2022

 Passato e Presente. Machiavelli

Niccolò Machiavelli: politico, diplomatico, letterato, commediografo. Una personalità complessa, che viene però spesso semplificata o peggio travisata attraverso citazioni sommarie della sua opera. Un personaggio raccontato dal professor Lucio Villari con Paolo Mieli a “Passato e presente” a lui dedicata, in onda martedì 21 giugno su Rai3 alle 13.15 e alle 20.30 su Rai Storia. L’aggettivo “machiavellico” è diventato così sinonimo di un agire politico cinico, spregiudicato, di un modo di fare politica dove tutto è permesso in nome della ragion di Stato. In realtà Machiavelli è stato un acuto testimone del suo tempo e un pensatore che maturò una visione unitaria della patria e del senso di appartenenza di un popolo. Il suo sguardo è attento, seppure fortemente ironico, e il passaggio dalle speculazioni teoriche al registro apparentemente più leggero della commedia è un continuo fluire.

La bussola e la clessidra. La battaglia di Canne

La grande battaglia che si svolse nei pressi dell'antica città di Canne, in Puglia, nell’agosto del 216 a.C., ai tempi delle guerre puniche. La analizza il professor Alessandro Barbero in “La bussola e la clessidra”, in onda martedì 21 giugno alle 21.10 su Rai Storia. A Canne il generale cartaginese Annibale riportò una schiacciante vittoria sui romani e i confederati italici condotti dai consoli Gaio Terenzio Varrone e Lucio Emilio Paolo. Decisiva la manovra a tenaglia dell'esercito cartaginese, che accerchiò i romani con la fanteria ai lati e la cavalleria alle spalle.

Donne di Calabria. Adele Cambria

Sei attrici per un viaggio in Calabria alla scoperta dei luoghi che hanno visto crescere sei donne straordinarie, originali e generose: Adele Cambria, Giuditta Levato, Caterina Palumbo Tufarelli, Rita Pisano, Clelia Romano Pellicano, Jole Giugni Lattari sono le protagoniste di “Donne di Calabria” in onda in prima visione da martedì 21 giugno alle 22.10 su Rai Storia. Le attrici coinvolte nel progetto, Eleonora Giovanardi, Camilla Tagliaferri, Tea Falco, Rocío Muñoz Morales, Marianna Fontana, Margareth Madè, nel ruolo di narratrici, accompagnano il telespettatore nella docufiction, contribuendo al racconto della vita di queste sei grandi donne intrinsecamente legate al loro territorio. Nella prima puntata la protagonista è Adele Cambria, la penna graffiante del giornalismo italiano, raccontata da Eleonora Giovanardi fra le spiagge di Scilla e il lungomare di Reggio Calabria, sua città di origine.

MERCOLEDI’ 22/06/2022

Passato e presente Giovanni Leone presidente

La vicenda politica di Giovanni Leone è tra le più significative della storia della Repubblica. Studioso di diritto e avvocato brillante, oltre che segretario della DC napoletana, Leone viene eletto deputato nel 1946 e partecipa attivamente ai lavori dell’Assemblea costituente. Un protagonista della vita politica italiana raccontato dal professor Agostino Giovagnoli e Paolo Mieli a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 22 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Fuori dai giochi delle correnti di partito, abile mediatore, Leone diventa l’uomo a cui ricorrere nei momenti più difficili della contesa politica. Presidente della Camera per tre volte consecutive, senatore a vita, in due occasioni alla guida del Governo, nel 1971 Leone viene eletto Presidente della Repubblica al termine di una lunga estenuante votazione. Il settennato di Giovanni Leone, tra i più intensi e drammatici della storia repubblicana, si conclude poco prima della scadenza naturale con le sue dimissioni, indotte da una serie di accuse che in seguito si riveleranno del tutto infondate.

22 giugno 1940, la resa dei Francesi

Un documentario che racconta quasi in presa diretta, grazie della scoperta di 2 ore della registrazione dei negoziati, l'umiliazione della Francia di fronte agli invasori tedeschi all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. È “22 giugno 1940, la resa dei Francesi” in onda mercoledì 22 giugno alle 21.10 su Rai Storia. Il documentario racconta in una maniera unica quel giorno in cui la Terza Repubblica si piega davanti alle soverchianti forze di invasione di Hitler.

L'Italia della Repubblica La rinascita

Il dopoguerra, i problemi economici e la ricostruzione. Sono i temi al centro della puntata della serie “L’Italia della Repubblica”, di Giancarlo Di Giovine, con l’introduzione di Paolo Mieli, in onda mercoledì 22 giugno alle 22.10 su Rai Storia. Ospiti gli storici Piero Craveri e Giuseppe Berta, il giornalista Pierluigi Battista e l’ingegner Francesco Merloni che, intervistato da Michele Astori, spiega come è avvenuto il rilancio dell’economia italiana dopo la catastrofe della Seconda guerra mondiale. Nel 1945 il Paese si trova in condizioni gravissime, con 3.000 miliardi di danni subiti a causa del conflitto. Gran parte degli stabilimenti industriali si salvano, ma la produzione del 1945 crolla del 29% rispetto al 1938. Ingenti sono i danni al sistema dei trasporti. Oltre un milione e mezzo i disoccupati. Mancano le materie prime e la gente patisce la fame. Ci sono gli aiuti americani, ma si tratta di avviare un organico piano di riorganizzazione dell’economia capace di ripristinare i livelli produttivi del 1938.Un compito difficile soprattutto in un clima dominato da forti tensioni sociali. Ma sono anche caratterizzati da una grande vitalità e da un profondo desiderio di riprendere una vita normale dopo gli orrori della guerra. Nel 1950 la bilancia commerciale presenta, per la prima volta dopo la fine delle ostilità, un saldo positivo.

GIOVEDI’ 23/06/2022

Passato e presente I figli della guerra

L’infanzia è tra le principali vittime della Seconda guerra mondiale in tutto il mondo. Lo è anche in Italia, dove al termine del conflitto, mentre il Paese cerca faticosamente di risollevarsi, i “figli della guerra” continuano per anni a pagare il prezzo più alto della violenza, dell’indigenza e dell’esclusione. In questa puntata di “Passato e Presente”, in onda giovedì 23 giugno alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia la professoressa Silvia Cassamagnaghi ricostruisce, insieme a Paolo Mieli, le complesse trame di vita che hanno per protagonisti quei bambini abbandonati, a partire dai “figli del nemico”, nati dall’unione tra donne italiane e soldati occupanti tedeschi, ma anche quelli nati dai rapporti tra donne italiane e militari alleati, che la fine delle ostilità spesso fatalmente interrompe. E ancora i figli della violenza, quelli che anche dopo la firma dell’armistizio continuano a morire di fame, o quelli che sono stati mutilati dallo scoppio delle mine. Per molte di queste giovani vite si spalancano le porte dell’assistenza presso istituti pubblici o privati, laici o religiosi; alcuni vengono adottati a distanza o affidati a famiglie che, talvolta, li accolgono dall’altra parte dell’oceano, negli Stati Uniti.

Cieli atlantici Sfide e odissee, il prezzo di vittorie e trionfi

Tre puntate per riscoprire le sfide dell’aviazione: è la serie firmata dal grande documentarista Folco Quilici “Cieli atlantici”, in onda da giovedì 23 giugno alle 15 su Rai Storia. La serie ripercorre le imprese dei piloti dopo il primo conflitto mondiale - da Ferrain a Lindebergh, da Nobile a De Pinedo e Balbo – i successi e le grandi delusioni, e l’affermarsi dell’aviazione come forza militare.

a.C.d.C. Giovanni Keplero. La tempesta celeste

In un secolo di guerre, carestie, caos e superstizione un “osservatore delle stelle”, determinato e coraggioso, motivato dalla fiducia nel potere della conoscenza, scopre le leggi che regolano il movimento dei pianeti, ancora oggi alla base dell’astronomia e dei viaggi spaziali. Ad “a.C.d.C.”, in onda giovedì 23 giugno alle 21.10 su Rai Storia, con l’introduzione del Prof. Alessandro Barbero, una documentata biografia del cosmologo e matematico tedesco Giovanni Keplero (1571-1630), dalla tormentata collaborazione con l’astronomo danese Tycho Brahe – che con le sue dettagliatissime osservazioni fornisce a Keplero i dati su cui sviluppare la sua teoria – alla difficile difesa della madre in un processo per stregoneria. Vissuto in un periodo di transizione tra due modi di guardare la realtà, Giovanni Keplero con i suoi studi e le sue scoperte ha rivoluzionato la nostra visione del mondo.

Il grande viaggio dei vichinghi. Una buona terra

I Vichinghi trascorrono periodi sempre più lunghi nelle zone di razzia ed i sovrani carolingi si trovano più volte costretti a pagare dei riscatti per evitare i saccheggi. Progressivamente i Vichinghi si integrano nella società carolingia adottando i costumi locali. Convertendosi al Cristianesimo le élites vichinghe hanno l’opportunità di migliorare i rapporti commerciali e diplomatici sia con i carolingi sia con i re anglosassoni in Inghilterra. Nel 911 il carismatico capo vichingo Rollone assume il titolo di duca di Normandia. L’integrazione è un fatto compiuto, ed è al centro dell’appuntamento con “Il grande viaggio dei Vichinghi”, in onda per “a.C.d.C.”, il ciclo introdotto come di consueto da Alessandro Barbero, e in onda giovedì 23 giugno alle 22.10 su Rai Storia.

VENERDÌ 24/06/2022

Buon compleanno Renzo Arbore

Da Telepatria a L’altra domenica Rai Cultura festeggia gli 85 anni di Renzo Arbore con un doppio appuntamento su Rai Storia. Alle 17.00 viene riproposto il programma “Telepatria International ovvero niente paura…siamo italiani”, andato in onda nel 1981 e firmato da Renzo Arbore, Luciano De Crescenzo e Ugo Porcelli. Alle 23.00, inoltre, “L’altra domenica essential”, con tutto il meglio del programma che, tra il 1976 e il 1979, cambiò il pomeriggio della tv domenicale italiana e vide il debutto di personaggi come Roberto Benigni, Andy Luotto, Mario Marenco, Maurizio Nichetti.

Passato e Presente. Venezia e il fascismo

Poco meno di un mese dopo la nascita a Milano dei Fasci Italiani di combattimento, il 15 aprile 1919 i fascisti veneziani organizzano la loro prima adunata cittadina in Piazza San Marco. Una pagina di storia riletta da Paolo Mieli e dalla professoressa Giulia Albanese a “Passato e Presente”, in onda venerdì 24 giugno alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. La nuova forza politica, ancora in fase germinale, inizia a cercare nuovi proseliti nell’area del combattentismo cittadino, aderendo anche al cosiddetto “fiumanesimo”Tra i primi simpatizzanti ci sono personalità autorevoli come l’avvocato radicale Piero Marsich, Giovanni Giuriati, futuro luogotenente di D’Annunzio, e l’imprenditore Giuseppe Volpi. Dal 1919 al 1940 il fascismo contribuisce a trasformare la Serenissima, consolidando il suo piano industriale chiamato “Grande Venezia”, rendendo la città lagunare vetrina internazionale e punto di riferimento artistico e culturale in tutta Europa.

I mondi di ieri. Gli Usa in Vietnam

A partire dal 1964 gli americani, sotto la presidenza di Lyndon Johnson, danno vita a un’escalation militare in Vietnam che trasforma un conflitto strisciante in guerra aperta. Lo scrittore John Steinbeck, simpatizzante dei democratici e molto amico del presidente in carica, va in Vietnam dal dicembre 1966 all’aprile 1967 e scrive una serie di corrispondenze sulla guerra per il giornale Newsday. Inizialmente favorevole all’intervento, dopo settimane di osservazione diretta, Steinbeck rivede le proprie convinzioni, mentre molti altri giornalisti e intellettuali assumono una posizione critica nei confronti della guerra e delle scelte del governo americano. Partendo dal doc “John Steinbeck e il Vietnam in guerra” di Nene Grignaffini e Graziano Conversano, in “I mondi di ieri” – in ondavenerdì 24 giugno alle 21.10 su Rai Storia. – Edoardo Camurri rilegge la guerra in Vietnam e il movimento pacifista. Ospiti della puntata Raffaella Baritono, docente di Storia e Politica degli Stati Uniti d’America all’Università di Bologna, e Giorgio Mariani, docente di Lingue e Letterature anglo-americane all’Università La Sapienza di Roma.

Inferno nei mari Guerriglia sotto i mari

Gennaio 1945. Dotato di lanciarazzi, il sommergibile USS Barb semina il terrore lungo la costa giapponese, fino a quando il comandante Eugene Fluckey non individua una linea ferroviaria su cui si muovono i rifornimenti nemici a Karafuto.

Lo racconta “Guerriglia sotto i mari” in onda venerdì 24 giugno alle 22.10 su Rai Storia per la serie “Inferno nei mari” che racconta gli eventi più emozionanti della guerra sottomarina della Seconda Guerra Mondiale e della Guerra Fredda. L'audace comandante pianifica un raid per far saltare in aria il treno: il primo attacco di terra alleato in Giappone. Ma proprio mentre la sua squadra di sabotatori posa gli esplosivi, un treno arriva a gran velocità verso di loro.

SABATO 25/06/22

Le storie di Passato e Presente. Il progetto di conquista del III Reich

L’incendio del Reichstag nel 1933, la politica di appeasement verso la Germania di Hitler che culmina nel patto di Monaco del 1938, e l’incontro del Brennero del 1940 tra Mussolini e Hitler: sono i tre momenti emblematici del disegno di conquista del Terzo Reich in Germania e in Europa al centro di “Le storie di Passato e Presente” con Paolo Mieli, in onda sabato 25 giugno alle 20.30 su Rai Storia. Dopo l’incendio del Reichstag del 1933, il nazismo dilaga e prende rapidamente possesso delle istituzioni statuali, con il consenso di gran parte del popolo tedesco totalmente sedotto dal carisma del Fuhrer. Il potere di fascinazione esercitato da Hitler non fa breccia però solo tra i tedeschi. Penetra anche in altri Paesi che mostrano benevolenza, quando non addirittura aperta simpatia nei confronti del Cancelliere tedesco, che ne approfitta per imporre le proprie decisioni e tracciare la via che porterà al più drammatico conflitto del XX secolo.

Cinema Italia Un tranquillo posto di campagna

Leonardo Ferri, interpretato da Franco Nero, è un affermato pittore che, alla ricerca di ispirazione, e in piena crisi creativa, decide di trasferirsi in una disabitata villa veneta. Qui viene a conoscenza dal fattore Attilio della storia di Wanda, giovane contessa misteriosamente assassinata. E’ il film di Elio Petri “Un tranquillo posto di campagna”, in onda sabato 25 giugno alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Cinema Italia”, Nol cast anche Vanessa Redgrave, Georges Géret, Gabriella Grimaldi, Rita Calderoni. Nella villa avvengono strani avvenimenti, specialmente quando è presente Flavia, l’amante e manager di Leonardo. Ossessionato dalla storia della giovane e convinto della presenza del suo fantasma, impazzisce a tal punto da finire in manicomio. Il film venne presentato in concorso al Festival di Berlino 1969 e vinse l'Orso d'argento.

Documentari d’autore. Lettere da Barbiana

Nel 1954 Don Lorenzo Milani viene inviato come priore a Barbiana, microscopico agglomerato di case in mezzo ai boschi del Mugello. Venti case e trentanove abitanti in tutto, senza una strada né elettricità né telefono. Don Milani vi fonda per prima cosa una scuola, dando vita alla rivoluzione didattica che verrà pienamente espressa in “Lettera ad una professoressa”. Cosa ne è oggi di quel modello? Quali metodi e quali principi sono ancora validi e utili per la scuola? Domande che accompagnano il doc di Alessandra Viola e Rosalba Vitellaro, in onda sabato 25 giugno alle 22.50 su Rai Storia per “Documentari d’autore”, a 55 anni dalla morte di don Milani.

Michele, Carlo e Agostino detto 'Gosto', tra i primi allievi di Don Milani, raccontano per la prima volta la loro esperienza a fianco del Maestro e gli anni passati a mantenere inalterata la sua eredità. La scuola di Barbiana è ancora aperta: oggi la frequentano gli adulti, insegnanti che vanno a formarsi sul metodo milaniano per apprenderlo da chi con quel metodo è stato educato. Per riscoprire il valore dell'I care che ancora troneggia nella piccola e intatta aula di Barbiana, che non solo riassumeva il motto della scuola, ma era l'ostentato contrario del fascista e quanto mai attuale "me ne frego".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 
 
 

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