L'ape musicale - rivista di musica arti cultura

 

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Delizie bavaresi

 di Andrea R. G. Pedrotti

 

Nell'atmosfera piacevolissima delle storiche terme di Bad Kissingen, meta di artisti, regnanti e statisti, si svolge un festival musicale dal fitto e raffinato programma. Fra i vari concerti spicca quello di Cecilia Bartoli.

BAD KISSINGEN, 10-11 luglio 2015 - Bad Kissingen è una ridente cittadina, immersa nei boschi dell'alta Baviera. Nei tre giorni che ci hanno visti immersi nell'atmosfera del Kissinger Sommer, abbiamo riscontrato un clima piacevolmente mite dal punto di vista atmosferico, ma caloroso da quello dell'ospitalità. Chi volesse, in futuro, recarsi in questa bella località termale, dovrà sempre tener conto che, oltre al complesso di acque curative, potrà dedicarsi a rilassanti passeggiate in parchi ben curati, trovando lungo il suo cammino i versi di grandi autori della letteratura tedesca che fu, come Schiller o Heine.

Le antiche terre dei Wittelsbach possono sicuramente vantare dei cittadini cortesi, affabili e incredibilmente anticonformisti, ben diversi dall'idea stereotipata che ci si potrebbe fare del popolo germanico in generale. Ci piace riportare almeno un esempio dell'ospitalità dimostrata dai locali: poco dopo essere giunti eravamo impegnati nella ricerca del Regentenbau, che ospitava i varii concerti, le indicazioni erano ben fatte, ma il complesso effettivo era nascosto da un viale alberato. Non abbiamo fatto in tempo a fare pochi passi oltre, quando una simpatica coppia sulla sessantina ci ha fermati, domandandoci se stessimo cercando proprio il Regentenbau. E' bastata un risposta affermativa da parte nostra, per ottenere precise indicazioni, delle quali ringraziamo ancora, come quella sera.

Tornando al centro del nostro resoconto, ossia il Festival, abbiamo ottenuto precise e puntuali informazioni su di esso, appena giunti, da parte della direttrice del Kissinger Sommer, Dr. Kari Kahl-Wolfsjäger, e dal baritono polacco Daniel Kotlinski. Entrambi ci hanno raccontato l'origine e la filosofia del festival, giunto alla sua trentesima edizione, che mira a raccogliere giovani artisti - sia compositori che interpreti -, unitamente alle grandi stelle del firmamento musicale contemporaneo. L'evento racchiude in sé il grande repertorio ottocentesco, come la musica contemporanea, la cameristica e molto altro. Purtroppo pochi italiani frequentano manifestazioni come questa, un po' - aggiungiamo noi - per una certa difficoltà nel raggiungere il luogo, un po' per la maggiore consuetudine di tedeschi, austriaci, polacchi, etc... ad avere una solida formazione musicale di base, che spesso li porta a conoscere e studiare uno strumento e le più disparate composizioni. Una base nozionistica e tecnica sicuramente utile al pubblico quant agli artisti stessi, per i quali, come ricorda saggiamente il maestro Kotlinski in una lunga e interessante chiacchierata, necessitano di una rigorosa e salda preparazione per poi poter sperare di divenire, a loro volta, astri del futuro firmamento musicale.

Un altro vanto del festival è la capacità, e l'opportunità, di redarre e comunicare un programma dettagliato già con un anno di anticipo, in modo che ognuno possa avere un'idea precisa di ciò che lo aspetterà, qualora abbia interesse di recarsi ancora in Baviera. Oltre a quella delle figure sopracitate, ci piace sottolineare la squisita accoglienza e umiltà con cui ci ha accolti il M° Diego Fasolis, delle cui prestazioni artistiche parleremo in seguito.

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