L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Indice articoli

Weekend con la Storia e con la Genova di Tullio Solenghi

Sabato 13 febbraio [leggi anche domenica 14 febbraio]

Passato e Presente

Reza Pahlavi e Soraya. Una favola triste

sabato ore 9:00 e 14:20

Rai Cultura presenta Passato e Presente: Reza Pahlavi e Soraya. Una favola triste con il Prof. Franco Cardini - Programma di approfondimento storico di Rai Cultura. Ogni giorno un tema, un personaggio, un avvenimento. Un accademico d i fama e tre giovani studenti che aspirano ad essere gli storici del futuro ne discutono con Paolo Mieli. La narrazione avverrà attraverso il confronto tra i loro diversipunti di vista. Il rigore della ricerca e la suggestione delle immagini per un grand e racconto tra passato e presente. Conduce Paolo Mieli Un programma di Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Paolo Mieli Con la consulenza di Cristoforo Gorno Produttore esecutivo Valentina Tassini Regia di Agostino Pozzi

La guerra di Corea. Prima puntata

sabato ore 09:45

Introduzione di Gastone Breccia - La Guerra di Corea (1950-53) ha segnato l'affermazione della Cina comunista tra le grandi potenze mondiali e contribuito a creare gli equilibri geopolitici in Estremo Oriente con cui dobbiamo confrontarci ancora oggi.

Cronache di Hitler. 1928-1938

sabato ore 10:40

Primi anni Trenta. Con l'incombere della crisi, l'NSDAP comincia a crescere rapidamente, guadagnando elettori a ogni elezione. Hitler è nominato cancelliere del Reich e le potenze conservatrici confidano in lui per liberarsi dai comunisti. L'ascesa di Adolf Hitler, che diventerà Cancelliere e Presidente a vita, ottenendo un potere sostanzialmente illimitato è al centro della seconda puntata di questa serie. Il Führer si libererà, con la violenza e con la menzogna, prima degli avversari politici e infine di quelli che lo hanno supportato. Il popolo, ignorando la persecuzione dei malati mentali, dei nemici politici e degli ebrei, e una vita condotta tra gli agi e la ricchezza con la sua amante a Obersalzberg, lo ammira incondizionatamente. Gli altri Paesi, nel frattempo, iniziano a sviluppare sentimenti contrastanti nei confronti della Germania, percepita come una potenza da stimare, ma anche da temere.

La tv di Liliana Cavani. Un romanzo di formazione. seconda puntata

sabato ore 12:00 

Di Massimo Bernardini, Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti e Giovanni De Luna. Con la collaborazione di Serena Valeri. Regia Massimo Latini. Con Massimo Bernardini. Produttore Esecutivo Germana Mudano' - Liliana Cavani, prima di diventare una regista affermata in Italia e nel mondo, è stata una giovane e brillante documentarista nella RAI di Ettore Bernabei. Nel corso di una lunga intervista, Massimo Bernardini ripercorre con lei le tappe di questo viaggio, riproponendo allo spettatore la sua produzione televisiva: i primissimi lavori del 1961, la storia del Terzo Reich e dello stalinismo, le inchieste sulla casa in Italia negli anni del boom economico, la memoria della Resistenza e della Francia collaborazionista. Il ciclo si conclude con il Francesco del 1966, che doveva essere un documentario e sarà invece il suo primo film. In questa puntata: I totalitarismi del 900 - Storia del Terzo Reich

Soggetto donna. Donne e movimento

sabato ore 13:00 

"Soggetto donna" ripercorre gli anni Settanta e il movimento di conquiste civili che li caratterizza

Maxi. il grande processo alla mafia

I protagonisti

sabato ore 15:00

La Rai ha contribuito al racconto del maxi processo, seguendo giorno per giorno l'intero dibattimento, e registrando tutte le 1400 ore della durata del processo. Un lavoro che oggi è testimonianza visiva della prima grande vittoria dello Stato contro la mafia.La Rai affittò una palazzina di fronte l'aula bunker che divenne la redazione del gruppo di lavoro che si occupò soltanto del maxi, con la registrazione delle udienze, i collegamenti coi telegiornali, i servizi per i Tg locali e nazionali. I giornalisti Rai furono testimoni dei grandi interrogatori dei pentiti Buscetta e Contorno, dei drammatici confronti tra Calò e Buscetta, delle deposizioni dei parenti delle vittime, della lunga lettura della sentenza. Oggi, più di 30 anni dopo, rievocano il loro stato d'animo e quello della città di Palermo, ricordano episodi tragici e grotteschi, sottolineano l'impegno dei giudici e dei pubblici ministeri. A raccontare come la Rai lavorò in quei due anni, dal primo giorno il 10 febbraio 1986 al momento della sentenza, il 16 dicembre 1987, sono i protagonisti di allora: i giornalisti Nino Rizzo Nervo, Salvatore Cusimano, Gianfranco D'Anna, Bianca Cordaro e Piero Marrazzo, il regista Aldo Sarullo, e l'operatore Giuseppe Di Lorenzo.

a.C.d.C

sabato ore 16:00

Con Alessandro Barbero: Storia del mondo. L'età del saccheggioIn questa questa quinta puntata in compagnia sempre del Prof. Barbero che risponde alle domande arrivate dal pubblico, si parla della nascita e diffusione del capitalismo europeo in tutto il mondo. Da Cristoforo Colombo che scopre l'America mentre cerca di raggiungere la Cina navigando verso Occidente, alla colonizzazione del "Nuovo Mondo". Rifletteremo sull'Europa sconquassata dalle guerre di religione e assisteremo all'ascesa, in Russia, dello zar Ivan "il terribile", mentre olandesi e inglesi cominciano a compiere affari eclatanti, fondando le prime società a responsabilità limitata e la prima borsa valori del mondo.

Archivi, miniere di storia

L'Archivio di Stato di Bologna

sabato ore 18:30

Bologna è la sede della più antica Università europea. Lo Studio risale all'Undicesimo secolo e così i più antichi documenti conservati nell'ex Convento dei Monaci Celestini, oggi sede dell'Archivio di Stato, nel cuore della città, a poche decine di metri dalla cornice di Piazza Maggiore. Nei 34 chilometri lineari di scaffali, gli studiosi possono trovare le testimonianze della storia cittadina lungo il corso di dieci secoli. Una memoria storica viva, fonte continua di scoperte e miniera di vicende inedite, al centro di questa puntata di "Archivi. Miniere di Storia". Marco Mondini entra nell'Archivio bolognese per fare un percorso tra alcuni dei suoi documenti più preziosi; il Direttore Elisabetta Arioti e il Vicedirettore Massimo Giansante parlano dei fascicoli dei sovversivi, documenti della questura tra Otto e Novecento, del primo libro sulla liberazione dalla schiavitù nel tredicesimo secolo, il Liber Paradisus, e di una delle feste barocche più popolari, la festa della porchetta. Con lo storico Andrea Baravelli, infine, obiettivo sugli anni bui delle persecuzioni fasciste e sulla storia dell'attentato di Anteo Zamboni a Mussolini nel 1926.

La tv di Liliana Cavani. Un romanzo di formazione. terza puntata

sabato ore 19:00 

Di Massimo Bernardini, Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti e Giovanni De Luna. Con la collaborazione di Serena Valeri. Regia Massimo Latini. Con Massimo Bernardini. Produttore Esecutivo Germana Mudano' - Liliana Cavani, prima di diventare una regista affermata in Italia e nel mondo, è stata una giovane e brillante documentarista nella RAI di Ettore Bernabei. Nel corso di una lunga intervista, Massimo Bernardini ripercorre con lei le tappe di questo viaggio, riproponendo allo spettatore la sua produzione televisiva: i primissimi lavori del 1961, la storia del Terzo Reich e dello stalinismo, le inchieste sulla casa in Italia negli anni del boom economico, la memoria della Resistenza e della Francia collaborazionista. Il ciclo si conclude con il Francesco del 1966, che doveva essere un documentario e sarà invece il suo primo film. In questa puntata: i totalitarismi del 900 - l' età di Stalin

Passato e Presente

sabato ore 20:30 e domenica ore 9:00 e 14:20

Il Vietnam e la contestazione

Trieste Jugoslavia

sabato ore 23:00 e domenica ore 10:40

Regia di Alessio Bozzler (ITA 2016) - A partire dagli anni '60, ogni sabato, il turismo d'acquisto jugoslavo invadeva la città di Trieste per comprare merci da rivendere nei paesi dell'Est dove erano introvabili. Dietro tutto questo, storie di contrabbando, di emancipazione, di equilibri geopolitici in via di trasformazione. Un fenomeno che progressivamente va scomparendo con la morte di Tito, nel 1980, e l'inizio di quel processo sotterraneo che porterà alla caduta del muro di Berlino nel 1989, allo sgretolamento della Jugoslavia e alle guerre balcaniche.


 

 

 
 
 

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