L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Sul palcoscenico d’avorio

di Antonino Trotta

L’Unione Musicale ci fa scoprire una pianista giovanissima ed eccezionale: si chiama Sophia Liu, è canadese, ha diciassette anni, e a Torino debutta in un recital che alterna tutte pagine da fa tremare le vene e i polsi.

Torino, 19 novembre 2025 – Effettivamente è facile, davvero facile, far breccia nel cuore del pubblico astante quando in sala l’impaginato inanella una serie di pezzi tanto brillanti quanto forsennatamente virtuosistici, che accarezzano l’akmè della letteratura musicale per prenderne in prestito temi e idee, dove il canto si fa gesto e il gesto danza sul palcoscenico d’avorio. Effettivamente è facile, davvero facile, lasciare la platea a bocca aperta — con rischio concreto di smarrire dentiere e protesi — quando si possiede un bagaglio tecnico così agguerrito da far sembrare semplice ciò che semplice non è affatto, da permettere all’artista-atleta di sostenere l’intera durata del concerto senza il minimo cenno di cedimento, al punto da confondere l’esecuzione dal vivo con la riproduzione di un disco che, tuttavia, sorprendentemente conserva intatti mordente e nerbo. Ciò che è più difficile, invece, è trovare qualcuno che tutte queste cose sia in grado davvero di farle.

Per fortuna, un dio qualsiasi li benedica, a questo ci pensa l’Unione Musicale che, in coda a una sublime Leonskaja e a un magnetico Lisiecki last-minute, ha avuto l’intuizione di mettere in cartellone una diciassettenne canadese, invero già lanciata verso una luminosa carriera internazionale, capace non solo di affrontare quel repertorio incandescente, ma di dominarlo con una contezza di mezzi che, francamente, lascia di stucco. Sophia Liu a Torino debutta con una scaletta che non concede attimo di tregua, né a chi lo suona, né a chi l’ascolta: la suite da Lo schiaccianoci di Čajkovskij trascritta da Pletnev, le Réminiscences de Norma di Liszt, quindi il primo Chopin con l’Andante spianato e Grande polonaise brillante op.22, il Rondo À la Mazur op. 5 e le terribili Variazioni sul tema di «Là ci darem la mano» op. 2. È un programma, questo intrecciato dalla giovanissima Liu, che alterna eleganza e slancio, teatralità e tecnicismo, e che nella sua costruzione sembra quasi voler sfidare l’interprete a misurarsi con ogni registro espressivo possibile, ma anche un viaggio che comincia nel candore fiabesco del balletto, si addentra nelle fiamme lisztiane dell’opera e approda infine a uno Chopin giovanile, brillante e implacabile. E soprattutto è una vetrina, indispensabile quanto necessaria in questa fase della carriera, lucidata ad arte per esaltare le molte, anzi moltissime virtù in dote a questa giovane interprete.

Inevitabilmente, è il virtuosismo audace e sfacciato – modello Yuja Wang – a polarizzare fin dalle prime battute l’attenzione. Ottave al fulmicotone, scale vertiginose, arpeggi e salti fronteggiati con disarmante sprezzatura, trilli cesellati come con un bulino e passaggi trascinati con la naturalezza di chi sembra ignorarne il rischio, zampillano rigogliosi in un pianismo che, tuttavia, non sacrifica mai, sull’altare dell’esibizionismo, la bellezza e la lucentezza del suono, sempre rotondo, terso, morbido, pieno. Il ventaglio dinamico di Sophia Liu è, di fatto, amplissimo, e si spande da pianissimi evanescenti – il Sonetto 123 di Liszt, quasi un unicum tra i bagliori della serata, sorprende per le sonorità atmosferiche e placide evocate dalla tastiera – mantenuto anche nelle sezioni più concitate della scrittura, fino a un fortissimo che, pur imperioso, sa preservare la delicatezza di un tocco sempre raffinato e femminile. Quest’ultimo, poi, è pressoché infallibile, capace di articolare con nitidezza anche le figurazioni più insidiose, senza mai irrigidirsi né perdere spontaneità: il gesto rimane controllato, misurato, un mezzo di precisione assoluta che le consente di scolpire fraseggi di grande sensibilità – incantevoli, ad esempio, alcune linee in graziosissimo staccato durante la Polacca –, curati nel respiro e nell’intenzione, tali da far emergere, anche nei vertici dell’acrobatismo, la linea melodica con chiarezza adamantina e senso narrativo. Certo, il melomane che abita lo scrivente la vorrebbe, nella parafrasi di Norma, memore almeno di una Gencer per quegli accenti che, quando ricorre «Deh! Non volerli vittime», devono essere necessariamente impressi anche in Liszt – che, per inciso, tratta la manna belliniana con ammirazione e rispetto –, o ancora meno frivola qui e là, quando in Chopin il rubato fa capolino con un pizzico di anarchia. Rivolgere tuttavia rilievi simili, già opinabilissimi per loro natura, a una fanciulla così giovane sarebbe stupido e ingeneroso. Liu ha già dimostrato di possedere un linguaggio splendidamente forbito e in generale tutti gli strumenti espressivi per maturare, con il tempo, anche quelle sfumature interpretative che oggi si manifestano come esuberanza e domani le assicureranno un posto nell’empireo del pianismo. È più che legittimo attendersi che, con l’esperienza e con l’evoluzione del pensiero musicale, ciò che ora appare lieve arditezza diverrà scelta stilistica consapevole, frutto non solo dell’istinto ma anche di una piena padronanza artistica.

Intanto il pubblico la accoglie con autentico calore. E i bis – il Valzer brillante in la bemolle maggiore op. 34 n. 1 di Chopin e la Soirée de Vienne op. 56 di Strauss/Grünfeld – fungono da ideale suggello di una serata che, più che testimoniare l’avvento di un talento, lascia intravedere i contorni già definiti di una possibile protagonista della scena dei prossimi anni.

Leggi anche

Torino, concerto Lisiecki, 12/11/2025

Torino, concerto Leonskaja, 29/10/2025

Torino, concerto Brunello/Sollima, 15/10/2025

Torino, concerto Altstaedt/Lonquich, 21/05/2025


Vuoi sostenere L'Ape musicale?

Basta il costo di un caffé!

con un bonifico sul nostro conto

o via PayPal

 



 

 

 
 
 

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.