L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

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Norma apre la stagione lirica

STAGIONE SETTEMBRE-DICEMBRE 2022

La Fondazione del Teatro Grande di Brescia presenta la Stagione Settembre-Dicembre 2022.
Un cartellone che spazia tra i diversi generi di spettacolo dal vivo in un caleidoscopio di proposte che porteranno al Teatro Grande di Brescia artisti tra i più acclamati al mondo e giovani promesse che sapranno affascinare il pubblico più trasversale con l’obiettivo di ricostruire insieme, passo dopo passo, il desiderio di condividere la passione per il Teatro e la fiducia nello “stare insieme” attraverso la cultura.
L’Opera è da sempre il cuore della programmazione del Teatro Grande. Il lavoro sviluppato dalla Fondazione in autonomia e insieme ai Teatri del Circuito Opera Lombardia si è concentrato in questi anni nella ricerca dei talenti emergenti, nella valorizzazione delle opere di repertorio, in una maggiore attenzione alle opere del Novecento e contemporanee, oltre alla riscoperta di titoli mai rappresentati a Brescia o assenti da molto tempo nella programmazione. Nel 2022 la Fondazione torna a riproporre la tradizionale Stagione Opera e Balletto autunnale, con la programmazione della campagna abbonamenti che darà modo agli abbonati del 2019 di poter esercitare la prelazione sul proprio posto. Il binomio tradizione e contemporaneità sarà ancora una volta il fondamento di tutta la proposta artistica, una combinazione di opposti che la Fondazione crede vincente per costruire un nuovo pubblico e nuove prospettive per l’Opera.
La Stagione proporrà poi numerosi appuntamenti con la musica che spaziano dal barocco al contemporaneo, passando per le grandi composizioni da camera e sinfoniche dell’Ottocento e del Novecento. In questo percorso raccolto sotto l’emblema della Società dei Concerti del Teatro Grande, sono attesi alcuni tra i più interessanti artisti della scena italiana, oltre a musicisti e formazioni di rilievo internazionale, senza tralasciare i progetti di contaminazione tra i generi che toccano anche la musica jazz e contemporanea.
Da diversi anni la Fondazione del Teatro Grande si è posizionata a livello nazionale come uno dei principali enti di riferimento nel settore della danza, dando spazio ogni anno alle eccellenze del panoramacontemporaneo e contribuendo al sostegno dei giovani coreografi emergenti. Si è creato così un pubblico nuovo e appassionato che segue i progetti proposti e di volta in volta scopre nuove visioni e costruisce il proprio sguardo. La programmazione autunnale completerà il cartellone 2022 con le proposte di due grandi Maestri della danza e tre giovani coreografi e danzatori che porteranno negli spazi del Teatro Grande una testimonianza degli affascinanti e freschi orizzonti della danza italiana e internazionale.
Il Teatro Grande, infine, tornerà ad accogliere i bambini e le famiglie che prenderanno parte al progetto speciale Il Grande per i Piccoli, iniziativa che da sempre conferma le intenzioni della Fondazione di rendere il Teatro Grande uno spazio attrattivo ed inclusivo, capace di generare occasioni di incontro e riflessione,stimolare la partecipazione attiva dei cittadini, restituendo così occasioni di socialità e felicità.
Ogni evento verrà realizzato in sicurezza e nel rispetto delle normative legate al contenimento della diffusione del contagio da Covid-19.

LA STAGIONE OPERA E BALLETTO

Il fil rouge che caratterizzerà l’intera proposta operistica 2022 sarà l’universo femminile nella sua dimensione privata e sociale. Le mille sfaccettature – drammatiche e passionali, ma anche delicate econtroverse – verranno approfondite attraverso sguardi diversi, con quattro opere del grande repertorio operistico le cui vicende si prestano a varie letture, ma in cui le figure femminili al cospetto della prevaricazione maschile, fisica e psicologica, si stagliano con nettezza.
Ad aprire la Stagione Opera e Balletto 2022 nei giorni 30 settembre alle 20.00 e 2 ottobre alle 15.30 (con Anteprima studenti il 28 settembre) sarà Norma di Vincenzo Bellini che manca dal palcoscenico del TeatroGrande dal 2009, nuovo allestimento coprodotto dai Teatri di Opera Lombardia (Teatro Grande di Brescia, Teatro Ponchielli di Cremona, Teatro Fraschini di Pavia, Teatro Sociale di Como) e Teatro Verdi di Pisa. Opera caratterizzata da tinte fosche e acerbi contrasti sia musicali che connessi alla trama, alterna la dimensione pubblica del conflitto tra Galli e Romani alla dimensione privata del conflitto amoroso, della gelosia e della vendetta. Al centro, la figura femminile di Norma, personaggio caratterizzato da una forza di carattere prorompente, di cui Bellini e il librettista Felice Romani tratteggiano tutte le innumerevoli sfaccettature. La tensione del dramma, determinata dall’oscillazione tra i propositi spesso nefasti e le azioni reali della protagonista, è sempre stata oggetto di sfide registiche ardue, proprio per i contorni quasi cinematografici che i confronti a due o a tre fra Norma, Adalgisa e Pollione tendono ad assumere grazie alla musica del Maestro catanese. La regia è stata quindi affidata a uno sguardo anch’esso femminile, quello di Elena Barbalich: regista esperta dal tratto elegante ed elegiaco, avrà il compito di guidare un cast di primo livello,che si caratterizza per la giovane età dei protagonisti, spesso all’esordio nel ruolo. Elena Barbalich ha realizzato spettacoli per molti teatri e festival d’Opera tra cui il San Carlo di Napoli, La Fenice di Venezia, il Petruzzelli di Bari, il Regio di Torino, i Teatri di Opera Lombardia, il Teatro São Carlos di Lisbona, l’Auditorium de la Cité des Arts di Parigi, il Festival di Tourcoing, il Palacio de la Ópera de a Coruña, il Teatro Calderón di Valladolid. Ha scritto i libretti Singin' in the brain, eseguito in forma di suite alla Biennale Musica di Venezia, e Otòno Shiràbe di Paolo Furlani. Insieme a lei, il team creativo si completa con Tommaso Lagattolla per scene e costumi e Marco Giusti per le luci. Il title role sarà affidato al soprano italo-russo Lidia Fridman: ancora giovanissima, si è distinta come una delle rivelazioni del biennio 2019-2020 con alcune interpretazioni (Ange de Nisida a Bergamo, Ecuba a Martina Franca, Lucrezia Borgia a Budapest) e nel 2021 in Norma a Bruxelles, che la pongono in prima fila tra i giovani talenti lirici con una luminosa carriera in divenire. L’altro ruolo femminile, quello altrettanto impervio di Adalgisa, verrà affidato a Asude Karayavuz, mezzosoprano di origini turche che si confronterà con il personaggio generoso, ma colmo di incertezze e di paure che Bellini disegna nella sua partitura. Pollione, proconsole romano, sarà cantato da Antonio Corianò, tenore ormai affermato nei maggiori palcoscenici italiani e spagnoli che darà vita al personaggio del dramma forse più tormentato, dapprima cinico artefice di inganni e malefatte, infine pentito al cospetto di Norma. Il padre della protagonista, Oroveso, sarà interpretato da Alessandro Spina, già assiduo frequentatore del repertorio belliniano, ma al debutto nel ruolo. I comprimari, Flavio e Clotilde, avranno come interpreti Dave Monaco e Benedetta Mazzetto. A dirigere musicalmente l’opera sarà chiamato Alessandro Bonato, giovanissimodirettore principale della FORM e vincitore – a soli 23 anni – del 3° Premio assoluto della prestigiosa “The Nicolai Malko Competition for young conductors 2018”, autore di un brillantissimo principio di carriera all’insegna della musica sinfonica e delle partecipazioni a importanti festival operistici che ne hanno decretato la stoffa del grande talento. Al suo primo importante impegno alla guida di una produzione in un Teatro di Tradizione italiano, avrà l’occasione di cimentarsi con uno dei grandi titoli del repertorio belcantistico.
Il prosieguo della Stagione vedrà nei giorni 14 ottobre alle 20.00 e 16 ottobre alle 15.30 un titolo del grande repertorio: Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart con la regia di Mario Martone, ripresa da Raffaele di Florio, scene e costumi di Sergio Tramonti, luci di Pasquale Mari e coreografie di Anna Redi. Tra i piùfamosi registi italiani, Mario Martone ha cominciato a lavorare a Napoli nel 1977, nel clima delle avanguardie di quel periodo, fondando il gruppo Falso Movimento e realizzando spettacoli che fondevano gli elementi del teatro, del cinema, della musica e delle arti visive. Da oltre vent’anni si dedica alla regia d’Opera collaborando con i più importanti teatri italiani e internazionali come il Teatro alla Scala di Milano, l’Opera Bastille di Parigi, Staatsoper Unter den Linden di Berlino, il San Carlo di Napoli, Teatro dell’Opera di Roma, il Regio di Torino, il Maggio Musicale di Firenze. Ha ricevuto numerosi premi nei suoi diversi ambiti di lavoro, dal Gran Premio della Giuria a Venezia e dai David di Donatello per i suoi film ai Premi della critica teatrale, dal premio Abbiati per l’Opera lirica al premio Ubu per il suo impegno nel rinnovamento del Teatro di Roma. L’allestimento è una ripresa e vede la coproduzione dei Teatri di Opera Lombardia. L’opera rappresenta una degna continuazione del sottile fil rouge che caratterizza le proposte d’Opera 2022, poiché mette in luce il rovescio della medaglia, ovvero il punto di vista maschile del protagonista nel tentativo di sopraffare o sedurre l’intero universo femminile. Don Giovanni è in fondo un Pollione che non si è mai pentito, attorniato da figure femminili che di volta in volta ne sono conquistate, lo subiscono o liberamente lo scelgono. A dirigere l’opera, un’altra giovane bacchetta, quella del Maestro Riccardo Bisatti che guiderà alcuni talenti emergenti. Il cast sarà composto nello specifico da Guido Dazzini che impersonerà Don Giovanni, Adolfo Corrado (Leporello), Didier Pieri (Don Ottavio), Elisa Verzier (Donna Anna), Marianna Mappa (Donna Elvira), Gesua Gallifoco (Zerlina), Francesco Samuele Venuti (Masetto) e Pietro Toscano (Commendatore).
Come da tradizione, un titolo di balletto classico si affiancherà alla programmazione d’Opera. Nei giorni 21 e 22 ottobre, rispettivamente alle 20.00 e alle 15.30, è attesa al Teatro Grande la storica e prestigiosacompagnia Les Ballets de Monte-Carlo, nata nel 1985 per volontà della Principessa di Hannover e diretta da Jean-Christophe Maillot. Il progetto che la compagnia porterà a Brescia sarà Cenerentola, su musica di Sergej Prokof’ev, coreografia e regia di Jean-Christophe Maillot. Les Ballets de Monte-Carlo propone una Cenerentola a tratti lontana da quella che si è abituati a vedere nel balletto. L’originalità rispetto ai classici imprescindibili sta principalmente nella centralità del rapporto madre/padre della protagonista, generalmente assenti o ridotti a figure deboli nel racconto tradizionale, ma che Maillot trasforma nel motore principale del racconto stesso. Una scelta che ha reso la Cenerentola di Maillot una di quelle coreografie che hanno segnato una svolta nella storia di Les Ballets de Monte-Carlo e che continua ad essere applaudita sui palcoscenici europei.
Un’altra grande figura femminile sarà al centro della terza produzione operistica, in programma il 18 e 20 novembre 2022, sempre alle 20.00 e alle 15.30. La Gioconda di Amilcare Ponchielli, che non veniva messa in scena a Brescia dal 1996, vede infatti al centro una donna complessa che, nel corso della vicenda musicata dal grande compositore cremonese sui versi di Arrigo Boito, si trova ad affrontare traversie amorose sullo sfondo di una Venezia in cui si intrecciano torbidi intrighi politici e tradimenti. Donna dai forti tratti caratteriali, tormentata da desideri non corrisposti, vittima della violenza di un uomo potente, si sacrifica non senza aver lottato per la felicità della donna che ha salvato sua madre dalla vendetta cieca del popolo, e con l’estremo gesto trova il coraggio di non capitolare di fronte alla violenza del desiderio di Barnaba. A mettere in scena il dramma veneziano sarà il regista Filippo Tonon, mentre a dirigere l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona sarà Giampaolo Bisanti, una delle principali bacchette italiane. Filippo Tonon è regista, scenografo e costumista, con una lunga esperienza come assistente alla regia dei più significativi registi d’Opera italiani come Zeffirelli, Pizzi, De Ana, prima di lavorare come regista nei principali teatri d’opera italiani e internazionali. Filippo Tonon curerà anche scene e costumi (questi ultimi insieme a Carla Galleri), mentre le coreografie saranno affidate a Valerio Longo e le luci alla pluriennale esperienza di Fiammetta Baldiserri. Lo spettacolo sarà un nuovo allestimento, in coproduzione internazionale con il Teatro di Maribor, la Fondazione Arena di Verona e i Teatri di Opera Lombardia. Il cast artistico vedrà impegnati Angelo Villari (Enzo), Teresa Romano (Laura), Angelo Veccia (Barnaba), Agostina Smimmero (La Cieca), Simon Lim (Alvise), Francesco Pittari (Isepo) e Allessandro Abis (Zuane). Il ruolo della protagonista è in via di definizione.
Il 16 dicembre alle 20.00 e il 18 dicembre alle 15.30, a chiudere la Stagione ci sarà uno dei grandi capolavori del repertorio verdiano, La Traviata. A raccontare le vicende di colei che viene sedotta, abbandonata e poi tormentata, paradigma quasi leggendario della donna violentata dalle convenzioni sociali, sarà uno sguardo giovane. Insieme ai Teatri del Circuito Opera Lombardia, la Fondazione del Teatro Grande ha infatti indetto un concorso internazionale di regia per under35 dedicato al terzo titolo della trilogia popolare di Giuseppe Verdi: La Traviata. Il bando conferma l’indole di talent scouting nelle corde di molte attività del Circuito, una missione praticata da tutti i Teatri coinvolti al fine di dare la possibilità a giovani artisti e artiste di rivelare professionalità e creatività per mettere in scena uno dei titoli del repertorio lirico più amati. Il progetto è realizzato in collaborazione con la Fondazione Rete Lirica delle Marche e Opera Europa. Il bando, rivolto ad un team creativo under35 di cittadinanza europea, ha visto la partecipazione di 50 progetti provenienti da tutta Europa e tra questi la giuria ha decretato vincitore il progetto del TEAM DUPHOL’s composto da Luca Baracchini (regia), Francesca Sgariboldi (scene), Donato Didonna (costumi) e Gianni Bertoli (light design). Lospettacolo sarà quindi un nuovo allestimento coprodotto dai Teatri di Opera Lombardia e da Fondazione Rete Lirica delle Marche. Il cast artistico è in via di definizione. Cantanti, Coro e Orchestra saranno coordinati dalla bacchetta del Maestro Enrico Lombardi, finalista al “Nino Rota” International Conducting Competition (edizione 2019) e vincitore del premio dell’orchestra della Magna Grecia.
Per i titoli Norma, Don Giovanni e La Traviata ritroveremo in buca l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali – partner del Circuito OperaLombardia – e sul palcoscenico il Coro di Opera Lombardia diretto dai Maestri Massimo Fiocchi Malaspina e Diego Maccagnola. La rete di OperaLombardia vede inoltre la partecipazione del Teatro alla Scala e di Regione Lombardia, oltre al sostegno di Fondazione Cariplo.
Ad accompagnare la Stagione, non mancheranno le consuete iniziative di promozione dell’Opera che offrono percorsi di approfondimento e iniziative aperte al pubblico più trasversale.
Proseguirà quindi il tradizionale ciclo di conferenze Pazzi per l’Opera con i melomani che raccontano le trame d’Opera e ne tratteggiano caratteristiche ed elementi distintivi. Come per le scorse Stagioni, anche nel 2022 tutte le opere in programma saranno accompagnate dai sopratitoli, utile ausilio anche per i disabili uditivi. Verranno inoltre riproposte le iniziative in collaborazione con il Teatro alla Scala: In diretta dalla Scala – che offrirà gratuitamente la trasmissione in streaming della prima del 7 dicembre – e Alla Scala con il Grande, grazie al quale gli abbonati della Stagione Opera e Balletto del Teatro Grande potranno assistere a prezzi agevolati ad alcuni spettacoli del Teatro scaligero. Per i ragazzi delle scuole secondarie verrà inoltre riproposta l’Anteprima studenti del titolo inaugurale.
Per tutti i titoli della Stagione Opera e Balletto sarà attivo il progetto di accessibilità OPEN dedicato alle comunità cieche e sorde. Nato dalla collaborazione tra la Fondazione del Teatro Grande e Sennheiser,azienda del suono leader in campo internazionale, OPEN si sviluppa su due fronti: da un lato consente il miglioramento della fruizione degli spettacoli attraverso una particolare tecnologia, dall’altro prevede dei percorsi di approfondimento (visite in LIS e percorsi tattili) che sono di ausilio per la comprensione dellospettacolo e del Teatro stesso. Con questo progetto il Teatro Grande è stato il primo Teatro in Italia ad aver sperimentato il sistema Mobile Connect di Sennheiser che, attraverso un’app gratuita scaricata sul proprio cellulare, consente a sordi e ipoudenti di migliorare la propria fruizione dell’Opera attraverso una personale modulazione delle frequenze del suono. Lo stesso sistema consente inoltre a persone ipovedenti e cieche di poter ascoltare un’audiodescrizione dello spettacolo appositamente creata. Oltre alle attività legate agli spettacoli, nell’ambito del progetto OPEN verranno inoltre promosse altre iniziative, come il Corso per Guide Inclusive che offre la possibilità a giovani ragazzi ciechi e sordi di costruire e condurre, insieme aiprofessionisti del Teatro, percorsi di visita accessibili e inclusivi.

GLI APPUNTAMENTI CON LA MUSICA

Il primo appuntamento autunnale con la musica vedrà protagonista il celebre artista Raffaele Pe che inizia nel 2022 un percorso triennale con la Fondazione del Teatro Grande per la realizzazione di attività concertistiche finalizzate a incrementare la promozione e la diffusione della musica barocca. Il concerto si terrà il 17 ottobre alle ore 20.00 nella Sala Grande del Teatro e coinvolgerà anche l’ensemble barocco La Lira di Orfeo nel progetto Virtuosissimo! che vuole far rivivere, attraverso l’inconfondibile voce di Raffaele Pe,alcune delle musiche più impervie scritte da Vivaldi, Händel, Broschi e Vinci per i grandi interpreti del periodo barocco.
La Stagione concertistica darà spazio già dal mese di ottobre anche alla musica da camera con l’Ensemble del Teatro Grande che si esibirà in Salone delle Scenografie domenica 23 ottobre alle 11.00 in una formazionetutta al femminile con Sonia Formenti al flauto, Danusha Waskiewicz alla viola e Anna Loro all’arpa. L’Ensemble eseguirà Syrinx, per flauto solo e Sonata per flauto, viola e arpa di Claude Debussy, And Then I Knew 'Twas Wind, per flauto, viola e arpa di Toru Takemitsu, Une chatelaine in sa tour… op.110, per arpa soladi Gabriel Faurè e La donna del fiume, per viola sola di Danusha Waskiewicz. Il programma si concentra sulla musica del ‘900 – con un "focus" sulla Sonata di Debussy e tre brani per "strumento solo" che mettono in luce tutti i tre strumenti del trio – fino ad arrivare al brano composto pochi anni fa da Danusha Waskiewicz, da quest’anno violista dell’Ensemble, già musicista dei Berliner Philarmoniker.
Torna nella Stagione del Teatro Grande il duo violino-pianoforte composto dai musicisti Fulvio Luciani e Massimiliano Motterle che si esibiranno in Ridotto il 25 ottobre alle 20.00 con un concerto dedicato alla“musica del mare e dell’acqua” in cui verranno proposti Notturno adriatico e Jeux d’Eau da Ravel, trascrizione da concerto per violino e pianoforte di Mario Castelnuovo-Tedesco, Fratres per violino e pianoforte di Arvo Pärt, Am Meer da Schwanengesang D. 957 e Auf dem Wasser zu singen op.72 D.774 di Franz Schubert, per concludere poi con le 6 Variazioni su Au bord d’une fontaine in sol minore K. 360 di Wolfgang Amadeus Mozart e la Sonata in sol maggiore op.78 Regensonate (Sonata della pioggia) di Johannes Brahms. Questo concerto apre una nuova collaborazione triennale tra la Fondazione del Teatro Grande e i due musicisti che si concentrerà sul tema dei viaggi e degli incontri.
Il 3 novembre alle 20.00 nel Salone delle Scenografie del Teatro Grande verrà allestito un nuovo progetto dell’ensemble Take off, formazione artistica nata nel 2016 proprio per volontà del Teatro Grande. Da diversi anni infatti la Fondazione sostiene e promuove l’incontro e la collaborazione tra l’ensemble di estrazione jazzistica Take off e il compositore Mauro Montalbetti. L’ottetto – formato da musicisti provenienti dal contesto artistico bresciano e bergamasco – sarà impegnato in un affascinante concerto che tradurrà nelle sonorità jazz le partiture del Maestro Montalbetti, tra i più apprezzati compositori contemporanei. Un progetto che fa della multidisciplinarità il suo punto di forza, affiancando, integrando e armonizzando contesti musicali apparentemente distanti tra loro.
Il 14 novembre alle 20.00 nel Ridotto del Teatro Grande è previsto invece il concerto di Intende Voci, ensemble di barocchisti italiani che si dedica alla musica rinascimentale e barocca a cavallo tra XVI e XVIII secolo. L’ensemble è coordinato da un altro grande interprete della musica barocca, Mirko Guadagnini, una delle voci liriche più interessanti del contesto italiano contemporaneo. Il suo repertorio spazia dalla musica barocca a quella liederistica fino alla musica contemporanea e, nel concerto del 14 novembre, sarà impegnato sia in veste di tenore, sia in quella di Maestro concertatore dell’ensemble Intende Voci. Il programma del concerto prevede l’esecuzione del Te Deum, del Salve Regina, del Magnificat di Alessandro Scarlatti e del Requiem di Herbert Howells.
Nel secondo semestre di Stagione gli appassionati di musica sinfonica potranno ascoltare una grande eccellenza internazionale, la Rotterdam Philharmonic Orchestra, che il 3 dicembre alle ore 20.00 salirà sul palco della Sala Grande diretta dal Maestro Lahav Shani, eccellente direttore d’orchestra di origine israeliana considerato oggi uno dei più giovani e significativi talenti del contesto internazionale. Il programma prevede l’esecuzione del Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Sergej Rachmaninov e la Sinfonia n. 3 in fa maggiore per orchestra di Johannes Brahms. Nella prima parte del concerto è prevista la partecipazione al pianoforte del solista Yefim Bronfman, uno dei più grandi talenti pianistici di oggi: le sue straordinarie doti tecniche e la sua eccezionale musicalità sono già state apprezzate dalla critica e dal pubblico di tutto il mondo.
Il 13 dicembre in Ridotto alle ore 20.00 si esibirà un altro grande virtuoso del pianoforte: Nikolay Khozyainov. Già finalista a 18 anni al Concorso Chopin del 2010 e vincitore del Concorso di Dublino nel 2012, Nikolay Khozyainov ha un repertorio vastissimo nonostante la giovane età (29 anni) e suona abitualmente nelle principali sedi concertistiche. Il programma che ospiteremo è un omaggio al grande impresario russo Sergej Djagilev in occasione del 150° anniversario della nascita, concepito dal Maestro Khozyainov con una selezione di musiche di vari autori create per i celebri Ballets Russes: la Suite n. 2 dal balletto Daphnis et Chloé di Maurice Ravel nella versione per pianoforte dell’autore, Trois mouvements tratti da Khozyainov stesso da Le Sacre du Printemps di Igor Stravinskij e, sempre di Khozyainov, la Fantasia su Parade di Erik Satie, le Tre danze dal Sombrero de tres picos di Manuel de Falla nella versione per pianoforte dell’autore, e i Trois mouvements de “Petrouchka” tratti dallo stesso Stravinskij dal suo balletto Petrushka.
Sarà dedicato alla musica barocca anche uno degli appuntamenti più significativi della programmazione artistica del Teatro, il Concerto di Natale in programma il 20 dicembre alle ore 20.00. Per questa importante occasione istituzionale – che vuole essere anche un momento di incontro e di socialità – la Fondazione ha coinvolto Coro e Orchestra Cremona Antiqua impegnati nell’esplorazione del repertorio barocco inteso nella sua più larga accezione, dal primo Seicento italiano al pieno Settecento. Il programma della serata prevede l’esecuzione del Messiah, celebre oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra composto da Georg Friedrich Händel nel 1741. La composizione verrà eseguita nell’edizione originale Urtext Bärenreiter e gli artisti saranno diretti dal Maestro Antonio Greco. La Fondazione Teatro Grande ringrazia A2A – da anni tra i Fondatori e tra i più attivi sostenitori – che quest’anno per la prima volta ha deciso di contribuire anche alla realizzazione di un importante evento amato dai cittadini bresciani come il Concerto di Natale.

GLI APPUNTAMENTI CON LA DANZA

Il 27 ottobre alle ore 20.00 il celebre coreografo Emanuel Gat sarà al Teatro Grande con la sua compagnia per il lavoro LOVETRAIN2020 che aprirà gli appuntamenti autunnali con la danza. Lo spettacolo ha ricevuto in Francia il premio come migliore performance della Stagione 2020-2021. Da sempre interessato al rapporto tra strutture musicali e coreografiche, Emanuel Gat è uno degli artisti di punta della danza contemporanea internazionale. Il suo lavoro è stato riconosciuto da importanti premi, tra cui il Premio Rosemblum, il Premio Landau e un Bessie Award. Con questo spettacolo Emanuel Gat prosegue la sua lunga esplorazione dei punti di incontro tra coreografia e musica, tra visivo e uditivo, e le potenzialità che detengono osservazione, studio e narrazione. LOVETRAIN2020 si svolge all'interno di uno spazio carico di rimandi, contrappunti e infinite possibilità, dove movimento e suono interagiscono. Un “Musical” contemporaneo per 14 ballerini che farà appello alla meravigliosa musica britannica degli anni '80.
La giovane coreografa Camilla Monga sarà ospite della Stagione il 23 novembre alle 20.00 in Sala Palcoscenico Borsoni, lo spazio che la Fondazione ha dedicato ai progetti di sperimentazione e di innovazione dei linguaggi in ricordo del grande Renato Borsoni. La vedremo questa volta a fianco del polistrumentista Emanuele Maniscalco per la coreografia Sull’attimo che offre un approccio inedito e stimolante allaperformance e all’improvvisazione. Pianoforte e batteria sono suonati assieme per eseguire un’unica composizione in parte scritta e in parte improvvisata traendo spunti dal jazz, dall’ambient music, dalla musica popolare brasiliana sino a quella colta del Novecento, da Bach all’art pop. Le idee musicali sono sviluppate dalle azioni di tre danzatori in un gioco costante di equilibrio e ripetizioni per dare forma a un dialogo serrato tra suoni e gesti.
Sempre in Sala Borsoni si esibiranno i giovani coreografi e danzatori Travis Sven Clausen-Knight e James Pett – entrambi provenienti dall’acclamata Compagnia Wayne McGregor – che porteranno a Brescia il 25 novembre alle 20.00, in collaborazione con Moonwalk Production, lo spettacolo Imago. Dopo aver lavorato intensamente insieme per diversi anni come danzatori sui palcoscenici dei teatri più prestigiosi, Travis Sven Clausen-Knight e James Pett hanno intrapreso la carriera di coreografi e in poco tempo i loro lavori hanno viaggiato per tutto il mondo. La poetica legata alle relazioni è un pilastro fondamentale nel loro approccio creativo, in grado di generare un lavoro che risuona con il pubblico a livello intimo e personale. Imago è una toccante riflessione su una relazione delicata, che gradualmente collassa su se stessa, rovinandosi a tal punto da frammentare la percezione dei suoi interlocutori in piccole parti, come detriti di un vissuto che non si riesce ad integrare. È una meditazione su ciò che non sempre viene visto o detto, ma rivelato attraverso le esperienze interiori di due vite intrappolate tra disfunzionalità non riconosciute.
Chiuderà gli appuntamenti di danza la poesia coreografica di Saburo Teshigawara che, il giorno 1 dicembre alle 20.00, torna al Teatro Grande con la prima italiana di uno dei suoi recenti lavori, Adagio, su musiche di Mahler e Rachmaninov: una coreografia lirica, superbamente interpretata insieme alla sua storica danzatrice Rihoko Sato. Maestro del corpo, la cui danza è stata definita una scultura d’aria, di luoghi, di tempo, Saburo Teshigawara è riconosciuto non solo come coreografo e danzatore, ma anche per le sue qualità nel campo delle arti visive. I suoi lavori hanno ottenuto diversi premi prestigiosi in Giappone e nel mondo, tra i quali il Bessie Award nel 2007 e la Medaglia d’Oro dell’Imperatore nel 2009. Nel 2017 è stato nominato Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura francese e nel 2022 ha ricevuto il Leone D’Oro alla carriera dalla Biennale Danza.

PROGETTI SPECIALI

Il Teatro Grande torna finalmente ad accogliere anche i più piccoli e le loro famiglie con il progetto Il Grande per i piccoli che si terrà sabato 5 novembre alle 15.00. L’apprezzato appuntamento trasformerà il TeatroGrande in uno spazio multidisciplinare con laboratori, iniziative e performance realizzate ad hoc per i giovanissimi in diversi spazi del Teatro. Un modo insolito per avvicinarsi al Grande e un efficace strumento di educazione del giovane pubblico ai nuovi linguaggi dello spettacolo. Nel contesto dell’iniziativa siinserisce alle 17.00 lo spettacolo Nel bosco del futuro, una nuova creazione – ispirata alla danza e alle nuove tecnologie – della coreografa e danzatrice Ariella Vidach, presentata al Teatro Grande in prima italiana. Ariella Vidach – formatasi nella New York degli anni Ottanta con i protagonisti della danza postmoderna americana da Trisha Brown, Twyla Tharp, Dana Reitz, a Steve Paxton e Bill T. Jones – produce infatti con la sua compagnia performance multimediali che affiancano alla ricerca coreografica l’interesse per il rapporto tra corpo e tecnologia.
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