L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Rai Storia ricorda Carrà e Morricone

DOMENICA 03/07/2022

RAI 3 - Rai Storia. Storia delle nostre città Lucca. La repubblica cinta dalle mura

Lucca fu la più grande città stato italiana con una costituzione repubblicana a restare indipendente nel corso dei secoli, oltre a Venezia, naturalmente. All'interno delle sue maestose mura, convive l’antica Roma e il medioevo in un’armonia di piazze, piccole chiese, gallerie d'arte e viuzze acciottolate. Nel Medioevo dopo un periodo di assoggettamento alle signorie, Lucca comprò l’autonomia dall’imperatore Carlo IV nel 1369; da allora sulla città pesò il fatto che la sua indipendenza derivasse da una concessione imperiale. Città di mercanti e tessitori, fu uno dei mercati più floridi di tutta Europa nel corso di tutta l’era rinascimentale e barocca. Lucca è la protagonista dell’appuntamento con “Storia delle nostre città”, in onda domenica 3 luglio alle 11 su Rai3 e in replica lunedì 4 luglio alle 22.10 su Rai Storia.

Le storie di Passato e Presente Le storie di Passato e Presente. Nord Africa i leader della decolonizzazione

In questa puntata si esaminano tre importanti paesi africani, Tunisia, Egitto e Libia, governati da tre figure di spicco della storia nordafricana negli anni che accompagnano e seguono la decolonizzazione: Bourghiba, Nasser e Gheddafi. Habib Bourguiba è considerato il padre della Tunisia moderna, uno dei primi stati africani a conquistare l’indipendenza, nel 1956. Bourguiba è tunisino, ma ha studiato e assorbito nel profondo la cultura francese. Questo spiega la via diplomatica all’indipendenza, senza spargimenti di sangue, e lo stretto legame mantenuto con la Francia. Nel 1952 Gamal Abd Al Nasser spodesta Faruk I, re dell’Egitto che guidava un governo filo-britannico. L’anno successivo proclama la repubblica e poco dopo ne diventa presidente. La sua è una guida autoritaria, ma con lui l’Egitto avvia un’opera di profonda modernizzazione e dopo la crisi di Suez diventa la nazione leader del mondo arabo.

Il colonnello Muammar al Gheddafi va al potere in Libia nel 1969, con un colpo di stato che destituisce la monarchia filo-occidentale di re Idris. Anche in Libia nasce una repubblica, di cui Gheddafi sarà leader indiscusso per oltre 40 anni. Sulla scia del panarabismo di Nasser, l’obiettivo del colonnello libico sarà sempre l’unità dei paesi arabi e l’autonomia dall’occidente, con cui avrà costantemente rapporti conflittuali. I leader della decolonizzazione del Nord Africa sono al centro dell’appuntamento con “Le storie di Passato e presente”, in onda domenica 3 luglio alle ore 20.30 su Rai Storia.

BINARIO CINEMA Red Joan

“Red Joan” è ispirato alla storia vera di Melita Norwood, una spia britannica che tra il 1937 e il 1972 passò al KGB informazioni importanti sul programma nucleare americano e su quello inglese.

Regia di Trevor Nunn. Un film con Judi Dench, Sophie Cookson, Stephen Campbell Moore, Tom Hughes, Ben Miles, la pellicola andrà in onda per il ciclo “Binario cinema” domenica 3 luglio alle 21.10 su Rai Storia.

LUNEDI’ 04/07//2022

Passato e Presente I Vichinghi

Nel giugno 793, un gruppo di vichinghi provenienti dalla Norvegia saccheggia il monastero di Lindisfarne, sulla costa orientale dell’Inghilterra. È con questa data che si fa convenzionalmente iniziare l’Era Vichinga: ne parlano a Passato e presente il professor Tommaso Di Carpegna e Paolo Mieli lunedì 4 luglio alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. L’assalto al cenobio inglese è preceduto da almeno 200 anni di rotte commerciali e di razzie, ma è tra l’VIII e il IX secolo che si assiste a una straordinaria espansione. I vichinghi, detti anche Normanni - “uomini del nord”, assediano Parigi, giungono fino in Groenlandia e poi ancora oltreoceano fino al Labrador canadese. Ad Est invece, attraverso i grandi fiumi russi, giungono fino a Bisanzio e a Bagdad, commerciando in pelli, pesce essiccato ed ambra. Le loro razzie finiscono quando, mano a mano, diventano stanziali.

La progressiva cristianizzazione eroderà l’identità di questo popolo, ma non cancellerà l’eredità lasciata dal loro passaggio in tutta Europa.

Cronache di donne leggendarie – Teodora: dai bassifondi all’impero

Teodora: figlia del domatore di orsi del circo di Costantinopoli, attrice, danzatrice, forse prostituta, avventuriera, mistica, infine imperatrice in una posizione di fatto paritaria rispetto al marito Giustiniano. È lei la protagonista dell’ultimo appuntamento con Cristoforo Gorno e con “Cronache di donne leggendarie”, in onda in prima visione lunedì 4 luglio alle ore 21.10 su Rai Storia. La vita di Teodora, tra episodi gloriosi e zone d’ombra, è davvero leggendaria e ci porta a conoscere gli affascinanti e a volte crudeli i meccanismi del potere nell’Impero romano d’Oriente. Interviene in puntata anche Silvia Ronchey, prof.ssa di Civiltà Bizantina presso l’Università di Roma Tre.

Cronache dal Rinascimento. Otranto 1480 - Storia di un assedio

Il 1480 è l’anno della prepotente espansione dell’impero ottomano verso l’Europa e il Mediterraneo. Sulla sua traiettoria, l’Italia lacerata da congiure e lotte intestine fra le più splendide signorie rinascimentali. Il 28 luglio del 1480 un esercito ottomano di circa 18mila uomini sbarca in Puglia, territorio che è sotto la Corona del re di Napoli e occupa la città di Otranto. Qui i Turchi resteranno per 13 mesi fino a quando la peste e la mancanza di rinforzi li costringono ad abbandonare le coste pugliesi. Lo racconta il viaggio nella storia di Cristoforo Gorno con “Cronache dal Rinascimento”, in onda lunedì 4 luglio alle 21.40 su Rai Storia. In questa avventura c’è il sogno di un sultano affascinato dai fasti dell’antichità, che intende riunificare l’impero romano. Ci sono gli interessi della Repubblica di Venezia. Lorenzo il Magnifico, appena scampato alla congiura dei Pazzi. Un ex gran visir in cerca di gloria. Le mire di dominio sulla Penisola del re di Napoli. Un pontefice spaventato da una possibile avanzata dei Turchi fino a Roma. Alla fine della guerra di Otranto non ci saranno vincitori, se non la peste. Si cercherà di recuperare la gloria almeno dai resti delle vittime, facendone dei “martiri della cristianità”.

MARTEDI’ 05/07/2022

Il giorno e la storia (Ore 00.05 e in replica alle 5.30, 8.30, 11.30, 14.00, 20.00)

5 luglio 2021. Muore a Roma, all’età di 78 anni, Raffaella Carrà, una figura unica nel mondo dello spettacolo italiano, cantante, attrice, ballerina, conduttrice, showgirl, una regina della tv, capace di incantare il pubblico di tutte le età e di influenzare più generazioni, dalla fine degli anni ’60 a oggi.

Raffaella in bianco e nero: dagli anni '60 al 1970 (Ore 13)

Gli esordi nello spettacolo di Raffaella Pelloni, nata a Bologna il 18 giugno 1943 e scomparsa il 5 luglio 2021. Inizia a lavorare in TV in piccole parti in alcuni allestimenti teatrali e romanzi sceneggiati, e in varietà minori, sfruttando la sua formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia. Tenta con qualche fortuna la carriera cinematografica, anche oltreoceano, come testimonia una rara intervista rilasciata a New York all’inviato del telegiornale Ruggero Orlando. L’occasione avviene tra il 1969 e il 1970, quando convince il dirigente Rai Giovanni Salvi, ad avere un suo spazio nello show “Io Agata e tu”.

Pronto Raffaella, il debutto di una rivoluzione (Ore 19.30)

Antologia della prima puntata (3 ottobre 1983) del programma con Raffaella Carrà che ha rivoluzionato la TV pubblica, facendo scoprire una nuova fascia oraria e un nuovo modo di fare intrattenimento, premiato da un enorme successo di pubblico. In quella prima puntata, ospite Renzo Arbore, che nel 1976 fu il primo a condurre un quiz telefonico in Rai.

Passato e Presente Giovanni Paolo II (con il prof. Alberto Melloni)

Il 16 ottobre 1978, per la prima volta in 455 anni, è chiamato a guidare la Chiesa di Roma un pontefice straniero: l’arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla, che prenderà il nome di Giovanni Paolo II. Nato il 18 maggio 1920, esattamente cento anni fa, Wojtyla sarà uno dei pontefici più longevi e carismatici della storia. Ne parlano il professor Alberto Melloni e Paolo Mieli nell’appuntamento con “Passato e presente” in onda martedì 5 luglio alle ore 13:15 su Rai3 e alle ore 20:30 su Rai Storia. In un quadro internazionale fortemente condizionato dallo scontro ideologico tra l’Occidente liberale e il blocco comunista, l’elezione al soglio di un papa che viene da oltrecortina, cresciuto nella cattolicissima Polonia, rappresenta l’avvio di una fase storica cruciale, che culminerà con il crollo del muro di Berlino nel 1989. Papa Wojtyla è uno dei protagonisti dei mutamenti epocali che segnano il passaggio al III millennio, con un intenso e dinamico pontificato segnato drammaticamente dall’attentato del 13 maggio 1981, a cui scampa miracolosamente. E’ stato proclamato santo il 27 aprile 2014.

La bussola e la clessidra L'assedio di Vienna

Torna “La Bussola e la clessidra”, la serie Rai Cultura che vede il Prof. Alessandro Barbero rispondere ai quesiti e alle curiosità dei telespettatori su una serie di documentari dedicati al tema delle battaglie, a partire da una delle più note della storia antica. Nella puntata in onda martedì 5 luglio alle 21.10 su Rai Storia, protagonista l’assedio di Vienna. Nel 1529 il Sultano Solimano il Magnifico muove il suo esercito lungo i Balcani con l’obiettivo di conquistare Vienna. È il più importante tentativo ottomano di espandersi nell’Europa centro-settentrionale. I turchi assediano la città austriaca che non riceve aiuti dalle altre potenze cristiane, salvo l’invio di poche migliaia di Lanzichenecchi che tuttavia si dimostreranno fondamentali. Ben presto lo scontro si trasforma in una “guerra di topi” con tunnel scavati sottoterra per far esplodere mine destinate a far crollare le mura difensive della città. Le aspirazioni di Solimano si infrangeranno proprio davanti a queste difese e i turchi dovranno attendere fino al 1683 prima di tentare, nuovamente e ancora una volta in modo fallimentare, la conquista di Vienna.

Donne di Calabria – Caterina Tufarelli Palumbo

La storia della prima donna sindaca in Italia ricostruita attraverso filmati e immagini di repertorio, illustrazioni animate e le testimonianze di: Giusy Versace, Claudio Cavaliere, Elisabetta Tripodi, Maria Rita Acciardi, Mons. Carmelo Perrone, Giorgio e Camilla Pisani. Martedì 5 luglio alle 22.10 continua in prima visione su Rai Storia la docu-serie “Donne di Calabria”, una co-produzione Calabria Film Commission e Anele, in collaborazione con Rai Cultura, prodotta da Gloria Giorgianni con Emma Di Loreto, da un’idea produttiva di Giovanni Minoli. Tea Falco è la protagonista della terza puntata diretta da Domenico Modafferi e dedicata a Camilla Tufarelli Palumbo, la prima donna sindaca eletta in Italia, nel comune di San Sosti (CS) durante le elezioni del 1946, le prime in cui le donne poterono votare ed essere votate.

Eletta a soli 24 anni, subito dopo aver conseguito la maturità classica e la laurea in giurisprudenza a Roma, Caterina Tufarelli Palumbo si impegnò da subito per ricostruire San Sosti, piccolo borgo montano nel Parco Nazionale del Pollino. Avvalendosi dell’amicizia nata ai tempi del collegio romano con le figlie di Alcide De Gasperi, che nel frattempo era diventato Presidente del Consiglio dei Ministri, ottenne i fondi per ricostruire la maggior parte delle opere distrutte dalla guerra, come il campanile, i mercati, il cinema, le scuole, e costruì molte nuove infrastrutture che arricchirono il paese cosentino. Mossa da un profondo senso civico e dal desiderio di supportare le classi più deboli promosse l’alfabetizzazione, la costruzione di asili nido e dell’orologio cittadino per permettere ai contadini di non lavorare oltre le ore per le quali venivano pagati. Se empatia e umiltà hanno contraddistinto il suo lavoro e la sua persona, noto era anche il suo impegno per l’emancipazione femminile, che dimostrò sdoganando l’uso della bicicletta, considerato al tempo un mezzo di dubbia moralità per le donne. Una donna di fede che per oltre trent’anni fu anche Presidente delle Dame di Carità, dedicandosi agli orfani, ai disabili e agli anziani. Nel 2016, l’allora Presidente della Camera Laura Boldrini decise di inaugurare la “Sala delle Donne” a Palazzo Montecitorio dove sono raffigurate donne esemplari che hanno avuto un ruolo di rilievo nella Repubblica italiana, come le donne sindaco: tra queste anche Caterina Tufarelli Palumbo.

Il racconto si arricchisce di interviste a testimoni illustri tra cui la deputata Giusy Versace, lo scrittore Claudio Cavaliere, l’ex sindaca di Rosarno Elisabetta Tripodi, la cugina Maria Rita Acciardi, il parroco di San Sosti Mons. Carmelo Perrone, il figlio Giorgio Pisani e la nipote Camilla Pisani. A fare da sfondo al racconto, i luoghi della Calabria in cui Caterina ha vissuto e lavorato come la sua casa a Castrovillari, Villa Katty, il borgo di San Sosti, San Giovanni in Fiore e il Santuario della Madonna del Pettoruto a cui era molto devota.

“Donne di Calabria” è una co-produzione Calabria Film Commission e Anele, in collaborazione con Rai Cultura. Una docu-serie in 6 puntate da 50’ ciascuna prodotta da Gloria Giorgianni con Emma Di Loreto, da un’idea produttiva di Giovanni Minoli. La puntata con Tea Falco su Caterina Tufarelli Palumbo è diretta da Domenico Modafferi e sceneggiata da Angelica Artemisia Pedatella.

MERCOLEDI’ 06/07/2022

Il giorno e la storia (Ore 00.05 e in replica alle 5.30, 8.30, 11.30, 14.00, 20.00)

6 Luglio 2020. Muore a Roma, Ennio Morricone, uno dei più grandi compositori di colonne sonore. Nato a Roma nel 1928, Morricone si è confrontato con tutti i campi della composizione musicale. Negli anni ’50 è tra gli esponenti dell’avanguardia romana e nel decennio successivo partecipa al gruppo di improvvisazione “Nuova Consonanza”. Contemporaneamente si dedica all’attività di direttore d’orchestra e arrangiatore di musica leggera, confezionando brani che creano il sound italiano degli anni ‘60, come “Sapore di sale”, “Il mondo” e “Se telefonando”. Agli inizi di quel decennio si cimenta anche con le colonne sonore, ed è questo il campo dove raggiunge il successo planetario, grazie alle musiche create per i film di Sergio Leone, che danno vita al fenomeno degli “spaghetti western”. Nei decenni successivi Morricone rafforza il suo impegno nel cinema, creando le colonne sonore per film diPetri, Pasolini, Bertolucci, Tornatore e collaborando con registi internazionali come Joffè, De Palma, Polansky, Tarantino, con cui vince il premio oscar nel 2016 per la colonna sonora di “The Hateful eight” dopo aver vinto l’oscar alla carriera nel 2007.

Italiani. Ennio Morricone. Il compositore assoluto (Ore 12.00)

Un ritratto di Ennio Morricone, dalla formazione artistica presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, agli inizi come arrangiatore per i più grandi cantanti della musica leggera italiana, fino alla maturità come compositore di "musica assoluta" e di colonne sonore per il grande cinema italiano e internazionale. Una carriera che lo ha visto vincitore di due premi Oscar nel 2007 e nel 2016. In omaggio al grande musicista, a due anni dalla scomparsa, Rai Storia propone lo speciale “Ennio Morricone. Il compositore assoluto”, per la regia di Pierluigi Castellano, in onda mercoledì 6 luglio alle ore 12.
Le canzoni che dagli anni Sessanta hanno accompagnato la gioventù italiana, e non solo, contribuendo alla sprovincializzazione culturale della società e segnando l’epoca del “miracolo economico” e della presa di coscienza delle nuove generazioni, hanno spesso i suoi arrangiamenti: per citarne alcune “Sapore di sale” cantata da Gino Paoli, “Il mondo” cantata da Jimmy Fontana, “C’era un ragazzo che come me...” cantata da Gianni Morandi. “ Se telefonando” cantata da Mina è stata composta da lui. Morricone crea, successivamente, per il cinema indimenticabili colonne sonore, capaci di trasmettere un’idea di universale bellezza e armonia: per Sergio Leone “Il buono, il brutto e il cattivo”, “C’era una volta il West”, “C’era una volta in America”; per Roland Joffe’ “Mission”, per Brian De Palma “Gli intoccabili”, e che hanno contribuito al premio Oscar alla carriera nel 2007. Nel 2016 si aggiudica l’Oscar per la migliore colonna sonora per il film di Quentin Tarantino “The Hateful Eight”. Le note della sua “musica assoluta” (come lui stesso ha sempre amato definire la sua “musica contemporanea”) accompagnano il Concerto di Natale di Assisi nel 2012 e la “Missa Papae Francisci” del 2015, creata, composta e diretta appositamente per Papa Francesco.

Musica da sera p.3. Ennio Morricone e la sua orchestra (Ore 12.30)

Dalle Teche Rai, una puntata del programma Rai Musica da sera interamente dedicata ad Ennio Morricone e alla sua orchestra con alcuni dei suoi brani più famosi come Se telefonando e L'estasi dell'oro. In onda il 12 marzo 1967 con la regia di Enzo Trapani e i testi di Giorgio Calabrese. Conduce Lisa Gastoni e partecipa Iva Zanicchi. Appuntamento su Rai Storia mercoledì 6 luglio alle ore 12.30.

Raffaella in bianco e nero: le canzonissime (Ore 13)

Secondo capitolo della biografia di Raffaella Carrà. Premiata subito da alti indici di gradimento, viene scelta come soubrette per la Canzonissima 1970/71, a fianco di Corrado, impostando subito un nuovo modello femminile nella TV. La coppia viene richiamata per l’edizione 1971/72, quella del “tuca tuca”. Per Raffaella Carrà si apre una carriera senza precedenti nello spettacolo italiano, conquistando le classifiche discografiche e la platea televisiva.

A raccontare finisce Lei: le interviste Rai di Raffaella Carrà (Ore 19.30)

Antologia delle interviste a Raffaella Carrà rilasciate in RAI da Enzo Biagi (2000), Bruno Vespa (2004), Vincenzo Mollica (2007) e Fabio Fazio (2013 e 2019).

Passato e presente Giovanni Gentile con la professoressa Alessandra Tarquini

Seguace della scuola idealistica italiana, fondatore con Benedetto Croce della rivista “La Critica”, Gentile è già agli inizi del Novecento uno dei filosofi più importanti ed originali del nostro panorama. A “Passato e Presente”, in onda mercoledì 6 luglio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia Paolo Mieli ne parla con la professoressa Alessandra Tarquini.

Dal punto di vista politico è cruciale, nel 1922, la nomina da indipendente a ministro della pubblica istruzione nel primo governo Mussolini. Poco dopo, Gentile aderisce al fascismo e diventa uno degli intellettuali più potenti e prestigiosi del regime, a capo di istituzioni importanti come l’Istituto di cultura fascista e l’Enciclopedia. Ruoli che lo rendono però anche molto esposto agli attacchi, sia dai sostenitori che dagli oppositori del fascismo. Il 15 aprile 1944, Gentile viene ucciso da un commando di partigiani.

Storie della TV. Raffaella Carrà (Ore 21.10 e in replica giovedì 7 luglio alle ore 9:30)

La vita di una grande figura del piccolo schermo, declinata nelle varie fasi della sua carriera televisiva: cantante, ballerina, autrice, conduttrice, talent scout. In due parole, Raffaella Carrà. “Storie della Tv”, il programma di Rai Cultura con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso, in onda mercoledì 6 luglio alle 21.10 su Rai Storia, propone un viaggio nella carriera della regina della tv e nelle emozioni che ha regalato agli italiani in 60 anni di carriera.

L’Italia della Repubblica Gli anni del centrismo

Le elezioni politiche del 18 aprile 1948, le prime dell’Italia repubblicana, danno un risultato inequivocabile: gli italiani scelgono di dare fiducia al Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi e al suo progetto di governo centrista. Una pagina di storia ripercorsa da “L’Italia della Repubblica”, con l’introduzione di Paolo Mieli, in onda mercoledì 6 luglio alle 22.10 su Rai Storia.

Ospite in studio, l’ex Presidente del Consiglio Ciriaco De Mita, all’epoca giovane dirigente democristiano e testimone diretto delle vicende raccontate nella puntata, intervistato da Michele Astori. I problemi sul tavolo di De Gasperi sono molteplici: la necessità di riformare lo stato fascista e di porre rimedio alla difficile situazione economica del paese; la collocazione internazionale dell’Italia nel quadro della guerra fredda; la tenuta dell’ordine pubblico, in un momento in cui il desiderio di insurrezione armata è ancora vivo tra i comunisti italiani, soprattutto dopo l’attentato a Togliatti del luglio 1948. Il cammino del governo deve anche fare i conti con i contrasti tra i partiti della maggioranza e all’interno della stessa DC, dove il gruppo guidato da Dossetti e Fanfani si batte per una diversa visione dello sviluppo economico e sociale del paese. La legislatura si chiude con una controversa riforma elettorale, rinominata “Legge truffa” dalle opposizioni, che alle elezioni politiche del 1953 conferisce nuovamente la maggioranza allo schieramento centrista ma segna anche la fine del percorso politico di Alcide De Gasperi. La puntata si avvale del contributo degli storici Piero Craveri, Giuseppe Berta, Angelo Ventrone, Silvio Pons e Paolo Acanfora. Il racconto darà voce anche ai protagonisti dell’epoca, con interviste tratte dal repertorio delle teche Rai, come Amintore Fanfani, Giulio Pastore, Nilde Iotti, Randolfo Pacciardi, Giulio Andreotti, Giancarlo Pajetta, Pietro Secchia, Giorgio Amendola, Epicarmo Corbino, Luigi Gui.

GIOVEDI’ 07/07/2022

Raffaella Carrà ma che sera (Ore 13)

Antologia dello spettacolo TV MA CHE SERA (1978), per la regia di Gino Landi, il primo show a colori con la Carrà, che divide lo spazio con l'imitatore Alighiero Noschese (con cui aveva già lavorato a Canzonissima '71) e la coppia Paolo Panelli-Bice Valori.

In onda dal 4 marzo 1978, “Ma che sera” è celebre per la sigla d'apertura “Tanti auguri” - girata all'Italia in Miniatura a Rimini - e per il verso “come è bello far l'amore da Trieste in giù” e si ritrovò ad essere trasmesso durante il rapimento Moro, con la precisa volontà di intrattenere gli italiani in un momento tragico della storia repubblicana.

Italiani Maria Bellonci

In occasione dei 75 anni dal debutto del Premio Strega, e in vista della serata finale di premiazione, che si terrà giovedì 7 luglio a Roma nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Rai Storia propone “Maria Bellonci, la signora dei libri”, un omaggio alla scrittrice, traduttrice e ideatrice del prestigioso premio letterario "Strega", in onda per il ciclo “Italiani” giovedì 7 luglio alle 16 su Rai Storia.

Maria Bellonci, con il marito Goffredo, ha dato vita ad un salotto letterario attivo e partecipe della vita sociale e culturale del paese, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale e degli anni della ricostruzione italiana. Una grande passione per la letteratura e per la scrittura, con uno sguardo sempre attento al mondo femminile e al ruolo delle donne.

il premio Strega, da lei ideato nel 1947, continua ad accompagnare i percorsi narrative di tanti scrittori , e a far conoscere nuovi autori.

Attraverso interviste a protagonisti della scena culturale e letteraria contempranea, e testimonianze di epoca si delinea il ritratto di Maria Bellonci con le sue passioni: la storia, la letteratura, la scittura , il Rinascimento italiano.

Passato e presente I fronti popolari (con il prof. Giovanni Sabbatucci)

Nell’agosto del 1935, il VII Congresso del Comintern dichiara ufficialmente, per la prima volta, che la Germania del Terzo Reich rappresenta il principale pericolo per la pace mondiale. La nuova parola d’ordine è la mobilitazione generale delle forze antifasciste. I partiti comunisti europei, pertanto, devono favorire la formazione di governi di Fronte popolare che siano espressione delle classi lavoratrici e che lottino contro il fascismo. Alle elezioni politiche che si tengono in Spagna nel 1936, i comunisti si schierano insieme ai repubblicani e ai socialisti nella coalizione di Frente Popular. Ma le attese rivoluzionarie che accolgono la vittoria delle sinistre verranno travolte dalla sedizione di Franco e dalla guerra civile. Nel maggio 1936, anche in Francia le elezioni politiche vedono le forze di sinistra schierarsi unite in una coalizione di Front populaire. E’ un successo clamoroso. Ma il nuovo governo a guida socialista deve misurarsi con la grave depressione economica e la minaccia della destra reazionaria: l’auspicata rivoluzione pacifica si risolve in un nulla di fa. I fronti popolari saranno analizzati nell’appuntamento con Passato e presente in onda giovedì 7 luglio alle ore 13:15 su Rai3 e alle 20:30 su Rai Storia.

a.C.d.C. I Soldati di Dio. L’assedio di Malta

Nel 1565, i cavalieri dell’ultimo ordine militare crociato resistono sull’isola di Malta ad una schiacciante spedizione militare ottomana. Il conflitto nel Mediterraneo tra l’Europa cristiana e l’impero ottomano visto attraverso gli occhi di due giovani protagonisti, due nemici addestrati a combattere per la fede. Ad a.C.d.C. un racconto in due episodi, con l’introduzione del prof. Alessandro Barbero in onda giovedì 7 luglio Dalle ore 21.10 su Rai Storia. Nella prima puntata, la storia parallela del durissimo addestramento militare di un giovane soldato cristiano e di uno musulmano nel Mediterraneo del Sedicesimo secolo.Nella seconda puntata, Malta, 1565. In nome di Allah e del Dio cristiano, le truppe d’élite dell’impero ottomano e i cavalieri dell’Ordine di San Giovanni si battono per il futuro dell’Europa.

VENERDÌ 08/07/2022

Mille milioni per Raffaella Carrà (Ore 13)

Antologia dello spettacolo TV del 1981 "Mille milioni", uno show “all’americana” che vide Raffaella Carrà come conduttrice di respiro internazionale. Il programma, una “summa” della carriera internazionale della Carrà, fu registrato in giro per le capitali delle nazioni dove il successo della showgirl è stato clamoroso: Buenos Aires, Roma, Città del Messico, Londra e Mosca, all’epoca capitale dell’Unione Sovietica e separata dalla “cortina di ferro” della guerra fredda.

Passato e presente Le stragi naziste (con la prof.ssa Isabella Insolvibile)

Sono circa 6.000 gli episodi di violenza scatenati dai nazisti e dai fascisti in Italia tra il 1943 e il 1945, con un esito di 25.000 vittime inermi. I numeri, in continuo aggiornamento, dell’Atlante delle stragi naziste e fasciste - il database realizzato dall’Istituto Parri e dall’Anpi - contribuiscono a ridefinire la portata e il significato della strategia di guerra applicata, dal Sud al Nord della penisola, dagli occupanti tedeschi e dai collaborazionisti della RSI, a danno delle popolazioni locali. Dalle recrudescenze a Napoli, all’indomani della liberazione della città, fino ai più cruenti episodi di rappresaglia - come quello delle Fosse Ardeatine a Roma - o di rastrellamento - come nel caso di Monte Sole vicino a Bologna, fino ai meno noti episodi di strage per desertificazione, come quello di Pietransieri in Abruzzo. Ma per quale ragione nazisti e fascisti uccisero indiscriminatamente? E quali furono le modalità stragiste più diffuse? Sono le domande alle quali risponderà la professoressa Isabella Insolvibile, insieme a Paolo Mieli, in questa puntata di “Passato e Presente” in onda venerdì 7 luglio alle 13:15 su Rai3 e alle 21.10 su Rai Storia.

I mondi di ieri 

È sulle montagne del cuneese che si svilupparono diverse formazioni partigiane, allora si diceva bande, ed è lì che nel 1973 si recarono il giornalista Corrado Stajano e il regista Ermanno Olmi per realizzare una delle pagine più belle della filmografia resistenziale. Nascita di una formazione partigiana è il documentario che farà da filo rosso alla puntata di I mondi di ieri, in onda venerdì 8 luglio alle 21.10 su Rai Storia. La nascita, la composizione delle bande e i primi scontri con i nazifascisti, insieme al significato della Resistenza, in studio con Edoardo Camurri ne parleranno gli storici Santo Peli e Chiara Colombini.

Inferno nei mari Cacciatori di U-BOOT

Aprile 1944. Il sommergibile tedesco U-515, comandato dall’asso degli U-Boot Werner Henke è sulla rotta per la Costa d’Oro africana quando incontra una formazione di “hunter killer” alleati guidata dal comandante Daniel Gallery. L'incontro mette a dura prova Henke e il suo equipaggio. I cacciatori di U-BOOT sono al centro del terzo appuntamento della seconda edizione di “Inferno nei mari”, la serie che racconta gli eventi più emozionanti della guerra sottomarina della Seconda guerra mondiale e della Guerra Fredda, in onda venerdì 8 luglio alle 22.10 su Rai Storia. La puntata sarà introdotta e contestualizzata dallo storico militare Ferdinando San Felice Di Monteforte

SABATO 09/07/22

Milleluci su Raffaella Carrà (Ore 13)

Antologia dello spettacolo televisivo del 1974 diretto da Antonello Falqui, autore con Roberto Lerici di questo excursus sulla storia dello spettacolo, che Raffaella Carrà con Mina conducono in coppia, la prima volta di due donne insieme.

Le storie di Passato e presente Gli italiani nella II Guerra Mondiale

La storia dei soldati italiani durante il secondo conflitto mondiale viene raccontata, in questa puntata, attraverso tre momenti cruciali: la dichiarazione di guerra, la ritirata di Russia e la strage di Cefalonia.

10 giugno 1940, davanti alla formidabile avanzata dell’esercito nazista, Mussolini rompe gli indugi e dal balcone di Palazzo Venezia dichiara guerra a Francia e Gran Bretagna.

Sul fronte orientale, tra fine del 1942 e l’inizio del 1943, i sovietici contrattaccano e travolgono i nazifascisti. Per i soldati italiani ha inizio una lunga e tragica ritirata.

Il 1943, per il fascismo, è l’anno della crisi: il 25 luglio e l’8 settembre sono le due date che segnano la caduta del regime mussoliniano e l’armistizio con gli alleati. Ma la guerra continua e, subito dopo l’armistizio, i tedeschi occupano la penisola. In seguito all’occupazione tedesca, inizia ad organizzarsi la Resistenza. Episodi di resistenza si verificano anche fuori dai confini nazionali. Ad esempio nell’isola greca di Cefalonia, dove la Divisione Acqui si rifiuta di cedere le armi ai tedeschi. La risposta nazista sarà un’efferata strage. Appuntamento con “Le storie di Passato e presente” sabato 9 luglio alle 20.30 su Rai Storia.

Cinema Italia Incensurato, provata disonestà, carriera assicurata, cercasi

E se un uomo qualunque finisse candidato alla presidenza della Repubblica? È quello che accade a Giuseppe Zaccherin, comunista, imbroglione, separato dalla moglie e con l'amante, che per errore si trova nelle liste della Democrazia Cristiana. Di Marcello Baldi, con Gastone Moschin, Nanni Loy, Gisela Hahn, “Incensurato, provata disonestà, carriera assicurata, cercasi” andrà in onda sabato 9 luglio alle 21.10 per il ciclo “Cinema Italia”.

Documentari d’autore Borsalino, un cappello a Hollywood (Ore 22.45) di Enrica Viola.2013

Il cappello Borsalino è diventato un'icona grazie al cinema. Nell'epoca d'oro di Hollywood tutti ne indossavano uno. Ciò che s'ignora è che questo mito nasce in una piccola città del Nord d'Italia, Alessandria, e che per più di centoventicinque anni una sola famiglia è stata a capo di questo impero fondato da Giuseppe Borsalino, che nel 1850 si trasferì a Parigi per imparare il mestiere di cappellaio. Rivocando le atmosfere dei film noir, il documentario racconterà la storia del favoloso incontro tra il sogno di un imprenditore partito dal nulla e la grande industria dei desideri che è il cinema del XXesimo secolo, tracciando la storia di uno dei cappelli più famosi al mondo.

 


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