L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Pastorale natalizia

di Roberta Pedrotti

Anna Tifu è l'eccellente solista del concerto di Natale della Form - Orchestra Filarmonica Marchigiana, dedicato a Mendelssohn e Beethoven. Sul podio, David Crescenzi trasmette serenità.

SENIGALLIA, 14 dicembre 2025 - In piazza, a Senigallia, una zampogna intona – a velocità invero un po' smodata, forse secondo certe mode direttoriali odierne – Adeste fideles: alla tradizione pastorale natalizia sembra far eco, in teatro, l'Arcadia romantica della Sesta di Beethoven. Il concerto di Natale della Form, infatti, non si basa su un tipico programma stagionale – sacro o profano che sia – ma santifica la festa con un propizio accostamento fra l'inno alla natura della Pastorale e il fulgente virtuosismo del Concerto per violino in mi minore di Mendelssohn.

Comun denominatore che rende questo pomeriggio musicale davvero natalizio è un senso non stucchevole di serenità che promana dall'esecuzione. David Crescenzi oltre a essere un Pico della Mirandola (dirige sempre a memoria, anche quando si tratta di debutti come in questo caso) ha una naturale facilità e sicurezza che gli permettono di condurre il concerto senza intoppi. Trasmette un senso di confidenza propizio dalla miglior espressione dei musicisti e, difatti, l'orchestra regionale marchigiana ha modo di dipanare un bel suono con chiarezza. Di fronte a tante letture più velleitarie che profonde secondo le tendenze del momento, la bella semplicità e la professionalità di Crescenzi suonano come una boccata d'aria fresca.

Non sentiamo bisogno d'altro, tanto più che per Mendelssohn abbiamo di fronte una solista come Anna Tifu, sempre intonatissima, suono sempre pulito, controllato, a fuoco, articolazione nitida sia nel cantabile centrale sia nei passi virtuosistici accesi con impavida velocità. La classe con cui domina il romanticismo mendelssohniano è la medesima che poi dipana, fuori programma, la continuità del discorso attraverso lampi di memoria in Ménétrier dalle Impressions d'enfance di Enescu, in cui il rilievo tecnico va a braccetto con l'intensa compenetrazione poetica.

Il pubblico sempre molto partecipe del teatro La Fenice di Senigallia applaude con meritato calore un concerto che apre le feste con il piacere delle cose fatte semplicemente per bene.

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