L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

E avanti a lui tremava mezza Roma

di Marco Simoni

Convinto successo di pubblico e grande partecipazione per la nuova opera di Nicola Piovani, tratta dal romanzo di Giancarlo De Cataldo.

FIRENZE, 28 ottobre 2026 - Romanzo Criminale,il romanzo di Giancarlo De Cataldo che ha già riscosso grande successo e visibilità anche grazie alla realizzazione prima di un film diretto da Michele Placido e poi di una serie televisiva recanti lo stesso titolo, arriva ora a calcare il palcoscenico in forma di opera lirica, con musica firmata da Nicola Piovani, che dirige dal podio l’Orchestra del Maggio. La nuova opera, frutto di una commissione del Teatro del Maggio e della Fondazione Musica per Roma sta riscuotendo grande interesse da parte del pubblico; la recita del 23 ottobre è stata anche trasmessa su Rai 3.

L’autore del romanzo, che ha anche realizzato il libretto, mette in bocca al personaggio Dandi “E avanti a lui tremava mezza Roma”, nella scena in cui, insieme ai compagni criminali Bufalo, Freddo e Libanese uccidono il Terribile a coltellate, in una sorta di esecuzione rituale. Queste parole sono un’evidente citazione di quelle riferite a Scarpia nel secondo atto della Tosca di Puccini, ma ricordano anche il titolo del film del 1946 di Carmine Gallone, che appunto univa le vicende della Tosca con quelle della Resistenza romana (se non fosse che in quei casi tremava tutta Roma, e non solo mezza). Sembra essere questa la chiave di lettura dell’intera opera: riferimenti operistici e allusioni cinematografiche.

La musica di Piovani è diretta e immediata, e rifugge tanto l'accademismo quanto ogni astratto sperimentalismo. L’incisivo tema iniziale ritorna spesso durante l’opera, e la giustapposizione di modi minori privi di relazione funzionale sembra essere la cifra con cui Piovani ha scelto di dipingere il contesto criminale. Del resto nel linguaggio appaiono piuttosto evidenti stilemi appartenenti alla scrittura operistica di vari autori novecenteschi, soprattutto Rota e Puccini, ma in questo caso il compositore sembra avere attinto anche dal mondo del musical, aiutato, in questo, pure dalle efficaci coreografie di Michele Abbondanza e dai movimenti dei ballerini Andrea Baldassarri, Marco Bissoli, Fabio Caputo, Samuel Moretti e Diego Pileggi.

La regia di Massimo Popolizio, che riesce a mantenere costantemente in equilibrio realismo narrativo e dimensione simbolica,sembra esplicitamente inserire citazioni cinematografiche: come non pensare, ad esempio, per il secondo atto che si svolge all’interno di un bordello con i personaggi mascherati, allo Stanley Kubrick di Eyes Wide Shut? Un elemento centrale della regia è il ricorso al flashback, tecnica mutuata dal cinema sulla quale si struttura l'intera vicenda. Nel prologo che si svolge nel proscenio, infatti, la prostituta Patrizia (un’eccellente Vanessa Goikoetxea) ricorda la tragica vicenda di malavita a cui il pubblico sta per assistere. In un contesto a forte prevalenza maschile Patrizia è il vero perno attorno a cui ruota tutta la storia, e svolge anche una funzione di memoria collettiva e, in qualche modo, di coscienza morale, scivolando in un disilluso dolore sulle violente vicende umane, appena attenuato da un nostalgico ricordo dell’infanzia perduta.

Si può leggere, in questo senso, sia la scena in cui intona “Come piace a voi uomini la guerra. Bam bam bam!”, mentre gli altri personaggi sono immobili come in un “fermo immagine”, sia la struggente ninna nanna “La luna cala, guarda lassù / Non c’è una stella, come sei bella” che canta alla giovane prostituta (Ilaria Monteverdi). Lo stesso brano viene utilizzato al finale, dopo la consumazione della tragica vicenda. Sono convincenti soprattutto il toccante duetto tra il Libanese e sua madre (Valentina Pernozzoli), e quello tra Patrizia e Scialoja (Matteo Desole); risaltano anche i pochi ma significativi interventi del Coro del Maggio, diretto da Lorenzo Fratini.

Molto efficaci risultano le scene di Margherita Palli e le luci di Pasquale Mari, che ci proiettano, nel primo atto, in uno spazio da periferia urbana anni Settanta, contenente biliardino, biliardo, videogiochi, un frigo dei gelati, un’automobile, due moto, un cantiere aperto. Sulla parte posteriore del palco troviamo una gradinata da stadio, con tanto di fari, sulla quale è disposto il coro: persone comuni che assistono alla vicenda e la commentano, inizialmente dall’alto, successivamente entrando vivamente nella scena. Le immagini di Jacopo Stoppa, che via via accompagnano sullo sfondo lo svolgimento dei fatti si integrano con l’ambiente urbano, con uno stile a cavallo tra la graphic novel e la pop-art. I costumi di Silvia Aymonino sono misurati e appropriati nel collocare i personaggi nel recente passato in cui si sono svolti i fatti della Banda della Magliana.

Brillante la prova per i quattro personaggi principali (Libanese – Carlo Raffaelli, Bufalo – William Hernandez, Dandi – Anthony Ciaramitaro, Freddo - Alberto Petricca che, pur indisposto, sostiene una buona performance fino alla fine) nonché di Davide Zaccherini che interpreta efficacemente la parte di Gemito, un personaggio che passa dalla fedeltà al tradimento, da un fatuo entusiasmo per i nuovi padroni alla rabbia che sfocia nel delitto. Toni Nezic, nella parte del Terribile, affronta la sua prima scena con una voce poco potente, ma successivamente riprende pienamente il suo ruolo, dando il meglio nella scena del già citato brutale assassinio da parte dei quattro criminali.

Nel complesso, insomma, un’operazione molto ben riuscita, di cui il pubblico ha decretato il successo con lunghe ovazioni.

Leggi anche

Cagliari, Il cappello di paglia di Firenze, 25/09/2026

Bologna, Napoli milionaria, 17/06/2026

Pesaro, concerto Piovani/Rana/Form, 08/02/2025


 

 

 
 
 

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.