Bach in Duomo
di Matteo Lebiu
La Messa in Si minore di Bach torna nel Duomo di Milano dopo ventisei anni unendo le forze della Schola Cantorum Venerandæ Fabricæ e degli ensemble vocali e strumentali LaBarocca e Officium Musicum, guidati per l’occasione dal M° Ruben Jais.
MILANO, 21 maggio 2026 - Dopo ventisei anni di assenza, torna a risuonare nel Duomo di Milano la Messa in Si minore BWV 232 di Johann Sebastian Bach. Il merito va alla Veneranda Fabbrica del Duomo che, nell’ambito della nuova stagione concertistica della Schola Cantorum Venerandæ Fabricæ, ha organizzato il concerto di Pentecoste che, a detta dell’arciprete Mons. Gianantonio Borgonovo, diventerà un appuntamento fisso anche dei prossimi anni. La giovane compagine corale, sotto la direzione artistica e musicale del m° don Massimo Palombella, ha eseguito l’importate partitura bachiana insieme agli ensemble vocali e strumentali LaBarocca e Officium Musicum, guidati per l’occasione dal M° Ruben Jais.
Affrontare un caposaldo tanto vario quanto lungo mette sicuramente a dura prova la tempra del direttore che è chiamato a cesellare finemente ogni numero, senza però rinunciare a un’arcata più ampia che doni coerenza all’intera esecuzione. La lettura del maestro Jais va sicuramente in questa direzione, convincendo appieno sia per la caratterizzazione dei singoli versetti dell’ordinarium, sia per la concentrazione delle “forze” musicali per i momenti topici. È grazie a questa lettura che possiamo apprezzare, ad esempio, il piglio rustico dell’Et in Spiritum Sanctum o l’affetto tutto italiano del Laudamus te senza dover rinunciare agli exploit del Cum Sancto Spiritu, dell’Et resurrexit e dell’Etexpecto. Da segnalare anche la grande incisività ritmica che il direttore ha riservato per il Kyrie II ed il Confiteor (con un cantus firmus correttamente evidenziato). Corona l’interpretazione del maestro Jais l’ultimo numero della Messa, il Dona nobis pacem, che, attraverso un lungo e monumentale crescendo, ha concluso trionfalmente la serata.
L’ottimo lavoro svolto dal maestro Luca Scaccabarozzi per la preparazione vocale, ha permesso alla massa corale di muoversi con sicurezza nell’impervio contrappunto bachiano. Ben assortito anche il quartetto di solisti: ottimo il Laudamus te del soprano Paola Valentina Molinari così come la prova del mezzosoprano Hyun Jung Angela Oh nell’Angus Dei. Buoni anche gli apporti del basso Pier Marco Vinas Mazzoleni nel Quoniam tu solus Sanctus, nonostante il breve blackout delle luci, e del tenore Massimo Lombardi, del quale si è apprezzata la precisione ritmica.
Menzione speciale per i Pueri Cantores della Veneranda Fabbrica che, preparati dai Maestri Isabella Basile e Luca Granziera, hanno partecipato all’esecuzione come ripieno nel Kyrie iniziale, nel primo numero del Credo, nel Crucifixus e nel Dona nobis pacem.
Leggi anche
Milano, Grande Messa in do minore (Mozart), 14/03/2026
Pesaro, Messa per Rossini, 22/08/2025
Roma, Messa in si minore (Bach), 14/11/2024
