L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Brahms ed Elgar

 di Stefano Ceccarelli

Daniel Harding, alla guida dei complessi dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dirige il Concerto n. 1 in re minore per pianoforte e orchestra di Johannes Brahms, solista Igor Levit, e conclude con le Variations on an Original Theme (Enigma) op. 36 di Edward Elgar.

ROMA, 11 aprile 2026 – Il repertorio tardoromantico è sicuramente uno dei repertori d’elezione di Daniel Harding. In particolare, in questi ultimi due mesi il direttore stabile dei complessi dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si è dedicato all’approfondimento della produzione pianistica di Johannes Brahms, dirigendo prima il Secondo (la recensione) ed ora il Primo Concerto. Opera, questa, che destò non poche perplessità al suo battesimo, se persino Clara Schumann, di consueto prodiga di complimenti per Brahms, ebbe a dire: «come è strano che sia così bello nel particolare e così difficile da apprezzare nell’insieme, per quanto suggestivo esso sia». Solista, questa volta, è Igor Levit, già noto da qualche anno al pubblico romano. Il I movimento è autenticamente Maestoso come indicato dal compositore in partitura. Harding, infatti, scolpisce con la consueta precisione e incisività le prime frasi che sanno di una «maestosità fiera, selvaggia, rupestre» (S. Cappelletto, dal programma di sala). L’orchestra produce un suono spesso, appunto maestoso; Harding palesa la sua sensibilità nel dipingere il trascolorare degli stati emotivi della scrittura brahmsiana. Igor Levit entra con eleganza e suggerisce già quella che sarà la sua linea interpretativa: un suono prevalentemente rarefatto, perlaceo, traslucido, cosa che gli riesce magistralmente, ma che, nei momenti più retorici e slanciati (quelle «frasi dense di retorica» che un critico stroncò alla presentazione lipsiense del concerto), affossa un po’ la scrittura pianistica. Harding mantiene sempre teso il suono, dunque ne consegue che non sempre Levit è ben udibile, pur dando prova di un certo slancio, anche muscolare, in taluni passaggi. Certamente, l’Andante (II) si incontra ottimamente con la sensibilità di Levit. Il pianista, infatti, dipinge con morbido fraseggio la scrittura intensamente intimistica di Brahms. Vi sono momenti eterei, passaggi aerei di rara delicatezza (come un calibratissimo trillo in placido crescendo), mentre Harding fa cantare l’orchestra a mezza voce, producendo effetti notevolissimi. L’ultimo movimento, il Rondò, riesce un po’ come il I. In effetti, però, ad un ammorbidirsi della bacchetta di Harding non corrisponde una maggior brillantezza di Levit. La perenne ricerca della rarefazione sonora toglie matericità al suono – pure, almeno in parte, ricercata qui da Brahms. Comunque, il finale, grazie ad un sapiente gioco di volumi, è ottimo. Fra gli applausi, Levit si congeda con un bis mendelssohniano, uno dei Lieder ohne Worte (op. 30, n. 3).

Il secondo tempo è occupato da uno dei capolavori di Edward Elgar, le Enigma Variations, «un’opera domestica, affettuosa, anche ironica, percorsa da una fantasia timbrica ed espressiva che intende ogni volta proporci uno schizzo musicale della persona ritratta, insistendo sull’elemento melodico, o ritmico, o armonico» (sempre Cappelletto). Harding affronta uno dei capolavori del repertorio, per lui, ‘nazionale’, uno dei cavalli di battaglia della musica inglese, e lo fa con risultato eccellente. L’orchestra asseconda la musica di Elgar, che si fa melodica, riflessiva (si pensi alla variazione nona, “Nimrod”), romantica, ritmica (come in “Troyte”, la settima variazione), pomposa (impossibile non citare, qui, il finale), ironica (deliziosa la decima, “Dorabella”). Harding soppesa volumi, dinamiche e colori, riuscendo a dare una profonda unità al pezzo. Agli applausi Harding risponde, anche lui, con un bis, sempre di Elgar.

Leggi anche

Torino, concerto Levit, 03/03/2026

Milano, concerto Levit/Fischer/Budapest Festival Orchestra, 21/03/2026

Napoli, concerto Levit, 19/03/2026

Roma, concerto Trifonov/Harding/Santa Cecilia, 14/03/2026

Roma, concerto Harding / Santa Cecilia, 20/12/2025

 

 


 

 

 
 
 

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.